I ladri seriali e quelle pene che non durano mai abbastanza

di Paolo Graldi
Doloretti di vita quotidiana nella capitale. Primo. Sorprende il ladro nel giardino, ferito mentre scavalcava la recinzione. Anziché fuggire lo sconosciuto chiede le chiavi. Vuole entrare in casa, svaligiare e andarsene. Anzi, lo pretende. Chiamata al 112: «Qui c'è un ladro che sta sfondando la porta d'ingresso, sotto i miei occhi».

Siamo a via Accademia Aldina, in pieno giorno. Arriva la polizia e arresta il malvivente. Quaranta quattro anni, recidivo, va in carcere. Forse ci starà per sei mesi, pagherà forse 400 euro di multa. Secondo. Col cappuccio alzato irrompe nella farmacia di via Ugento. Sfodera due cacciaviti e si fa consegnare l'incasso da un dipendente. Un copione che si ripete decine di volte al giorno, in città. Ripreso dalle telecamere di sicurezza ha 37 anni, copiosi precedenti, considerato soggetto seriale, è stato subito riconosciuto.

Le manette sono scattate due ore dopo, a casa sua. Stasera dorme a Regina Coeli. Sarà processato per rapina aggravata, l'ultima di una lunga serie. Non sembra scoraggiato dall'accaduto. Terzo. Grazie alle telecamere, sempre più diffuse, sempre più utili, è stato identificato un uomo di 44 anni specializzato in rapine a catena nei negozi della zona di viale Marconi. Armato di pistola visionava gli esercizi da colpire con accuratezza e velocità ma alfine lo hanno riconosciuto perché agiva a volto scoperto, puntualmente filmato.

L'ordine di arresto lo ha raggiunto a Regina Coeli dov'era già rinchiuso per una precedente condanna. Stesso reato, ovviamente. Conforta che personaggi del genere siano in carcere, rassicura meno la certezza che durerà poco. I ladri seriali da noi hanno bisogno di libertà.

paolo@graldi.it
Sabato 20 Maggio 2017 - Ultimo aggiornamento: 07:49

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5 di 5 commenti presenti
2017-06-09 12:35:20
Dipende esclusivamente dal governanti se accadono queste cose loro sono gli unici responsabili. E' questione di mentalità, non pensano ai cittadini ma solo a loro stessi. Non è una questione recente già Goethe alla fine del settecento descriveva i governanti italici dediti a pensare solo a se stessi.
2017-06-03 15:15:18
Ma non è che il proprietario della casa verrà rinviato a giudizio per avere negato di consegnare le chiavi di casa al ladro? Mala tempora currunt sed peiora parantur...Lo diceva un certo Cicerone più di duemila anni addietro: chissa quali invettive lancerebbe oggi davanti ad una "giustizia" italiana ormai affondata e ad una Roma ormai ostaggio imbelle e zimbello di una delinquenza talmente sfacciata perchè sa di rimanere impune.
2017-05-31 07:40:59
Io suggerisco di leggere il libro di S. Liviadiotti “L’ultracasta”, ultracasta alla quale apparteneva fino a poco fa P. Davigo, così le cose si capirebbero ancor meglio!
2017-05-30 15:55:13
Suggerisco vivamente di leggere il libro recente "GIUSTIZIALISTI" di P. Davigo. Si riesce così a capire bene perchè le cose vanno così e di chi sono le colpe.
2017-05-20 09:21:36
Mi viene un dubbio sul primo fatto, quello del ladro sorpreso nel giardino: ma non sarà stato lui a chiamare il 112 perché il proprietario della casa non voleva consegnarli le chiavi? Dubbio scherzoso, ma quante cose, fino a poco tempo fa, sembravano assurde ed oggi sono realtà? Basti citare tutte quelle situazioni in cui il proprietario di una casa esce per fare la spesa ed al ritorno la trova occupata: chiama i carabinieri, che si dichiarano impotenti perché fra gli occupanti ci sono dei minori! E intanto il malcapitato, oltre a pagarsi l’albergo, deve pure continuare a pagare tutti i balzelli che possedere una casa comporta!
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