Nella Capitale le notti magiche sono sparite Come i vigili

Le notti d'estate a Roma sono magiche. Sì, una volta. Quando le descriveva Alberto Moravia, nottambulo camminatore che sapeva raccontare la magnificenza delle vie e delle piazze del centro storico portandole davanti agli occhi del lettore. Per ritrovare quelle atmosfere dobbiamo, appunto, riprendere qualcuno dei tanti autori che hanno immortalato le notti romane, fino, se si vuole allargare lo sguardo, ad Anita Ekberg nella Fontana di Trevi. Bei ricordi. Ora la Roma di notte, anche in certe vie del centro, è sporca, brutta e cattiva. Rifiuti abbandonati, angoli presi per discariche, bottiglie e lattine lasciate sui selciati in attesa di un'alba pietosa chiamata a raccoglierle, e poi cartacce, residui di bravate e di volgare incuria. Sulla scena arrivano gli esibizionisti del bikini, che si esibiscono in insulsi schiamazzi, come se i luoghi fossero di proprietà, con la differenza che a casa loro non s'azzarderebbero a staccare un filo d'erba. La novità di questa afosissima estate sono le ragazze-bagnanti e le coppie che amoreggiano en plein air. Si eccitano, sguaiate e ridanciane, si spogliano, prendono di mira la vasca di una fontana e ci si tuffano dentro con la stupida spensieratezza di chi compie una bravata e si sente un eroe. Capita spesso a piazza Navona, pure vigilata da blindati dell'Esercito. Occhio freddo e indagatore di infinite notti romane, l'obiettivo di Rino Barillari, ha colto gli attimi di questi gesti demenziali. Ma, ancora una volta, dolorosamente, si deve constatare come la città appaia abbandonata a sé stessa. Chissà se risulta tanto difficile gestire con fermezza assieme agli schiamazzi anche le incursioni acquatiche? Tradotto: i vigili ando stanno, che ci stanno a fà?
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Sabato 29 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 12:09
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