Fulmini vicino all'aeroporto? Ecco come funziona il piano sicurezza

di Mauro Evangelisti
Cosa succede in aeroporto in caso di tuoni e temporali? Partiamo dalla risposta: se viene rilevata la presenza di fulmini a meno di cinque chilometri può essere deciso lo stop di tutte le attività airside, a partire, ad esempio, dai rifornimenti di carburante degli aerei. Ma per capire bene i meccanismi che regolano la sicurezza in pista in un grande aeroporto come Fiumicino, è utile fare chiarezza sul sistema. 




Spiegano gli esperti di Adr, la società che gestisce gli scali romani: «L’aeroporto è un’organizzazione complessa, dove in un’area comune, si trovano a operare simultaneamente enti e società diverse. L’importanza di rispettare regole e prescrizioni è perciò indispensabile». In sintesi: enti diversi, ma anche compagnie aeree e società di handling sulla base delle procedura di sicurezza disposte dalla società di gestione e coordinate da Enac, devono fare sì che il complesso meccanismo di un aeroporto funzioni senza causare danni a uomini o cose. Pensate ai movimenti che avvengono in airside, vale a dire dove ci sono le movimentazioni degli aerei, dai decolli agli atterraggio fino alle aree di sosta. «Inoltre, Le azioni effettuate dalle società di handling per conto delle compagnie aeree, per l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri e dei bagagli, il carico e lo scarico delle merci, della posta e le operazioni di rifornimento, la pulizia degli aeromobili, vengono comunemente chiamate “operazioni a terra” o “servizi di assistenza a terra" (ground operations) e richiedono specializzazione e certificazione da parte delle società che le eseguono».




Nessun errore è consentito, perché il sincronismo deve avvicinarsi alla perfezione e per questi nei grandi aeroporti come Fiumicino ciclicamente si svolgono verifiche e analisi per eliminare anche il più piccolo errore. Per questo, spiegano ancora ad Adr, «ogni evento avvenuto presso lo scalo viene misurato e analizzato periodicamente al fine di identificare a posteriori le eventuali deviazioni del sistema dalla normativa applicabile e/o carenze culturali, procedurali, infrastrutturali e/o organizzative. A seguito dell’analisi si aprono azioni preventive e/o correttive per far si, nei limiti del possibile, che tutte le operazioni si svolgano nella massima sicurezza».




Fin qui lo scenario generale. Ma prendiamo il caso specifico, purtroppo di attualità: se ci sono forti temporali nella zona del Leonardo Da Vinci come s’interviene? «In generale, e non soltanto sullo scalo, se la situazione meteorologica è tale che ci si trovi a vedere dei fulmini  o a sentire dei tuoni, si è sottoposti al rischio di essere colpiti da una scarica elettrica atmosferica. Forti venti, precipitazioni e cielo nuvoloso spesso sono precursori di possibili fulmini. Il rischio è presente sia all’approssimarsi delle tempeste, perché gli operatori ignorano i fenomeni atmosferici precursori di possibili scariche, sia quando si ha la percezione che il pericolo sia terminato. La minaccia fulmini generalmente diminuisce con il tempo dopo l’ultimo tuono, ma può persistere per circa 30 minuti. Quando i temporali si trovano vicino ad una data area, ma non la sovrastano, esiste ugualmente la minaccia fulmini. Bisogna ricordare che un fulmine può colpire a chilometri di distanza dalla nube temporalesca da cui origina». 




Per questo ci sono tre gradi di reazione: l’alert significa che sono stati rilevati fulmini a una distanza compresa tra i 5 e gli 8 chilometri; lo stop invece è per i fulmini a meno di cinque chilometri e in questo caso si fermano tutte le operazioni; infine, c'è l’all clear, l'allarme è cessato. In pratica quando viene dichiarato lo stop «occorre interrompere le attività di rifornimento e tutte le attività di rampa pericolose. Gli operatori devono sostare in luoghi sicuri. Gli imbarchi vanno bloccati, informando i passeggeri circa l’applicazione del regolamento per la loro sicurezza; per le operazioni di sbarco, il regolamento ne stabilisce la sospensione e i viaggiatori vengono assistiti a bordo dell’aeromobile, in attesa che il fenomeno passi». 




Per le previsioni Adr si affida a un Sistema di rilevamento meteorologico  composto da 16 sensori sul territorio Italiano, ma anche in vicinanza del confine in Francia, in Svizzera ed in Austria. Conclusione: «Quando il sistema avvisa della presenza di fulmini tra gli 8 e i 5 Km l’Ufficio Controllo Voli di Adr dichiara lo stato di Allerta fulmini e informa tutti gli operatori aeroportuali, compresi i rappresentanti delle compagnie petrolifere e gli handler che prevedono l’imminente interruzione del rifornimento fino alla cessazione dell’allarme (circa 30 minuti dopo la caduta dell’ultimo fulmine)».
Giovedì 14 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 14:59

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