Alberto Angela e Montalbano, le meraviglie della Rai

di Marco Castoro
L'Italia ha una dote importante: il turismo. Ma non riesce a farne il core business dell'economia e sfruttarne a pieno tutte le potenzialità. L'arte mondiale è presente nel nostro Paese in grandissime percentuali, come in nessun'altra parte del mondo. Una chiesa di Tivoli è sicuramente più ricca di una di Berlino. C'è il sole, il mare, la neve. L'enogastronomia e il made in Italy sono invidiati e imitati in tutto il mondo. Eppure non si riesce a capitalizzare tanta dote. 

La Rai invece ci riesce bene. Perché i programmi di Alberto Angela e la fiction italiana per eccellenza, il Commissario Montalbano, permettono grandi incassi a Viale Mazzini. Tutto il mondo li insegue e li acquista. Vengono trasmesse in diversi Paesi. Con soddisfazione del cassiere Rai. Se nel caso della fiction gli introiti della vendita all'estero vanno divisi con i produttori, nel caso delle Meraviglie di Angela sono tutti soldi che entrano a Viale Mazzini, visto che si tratta di una produzione Rai.

Ieri la prima puntata del nuovo programma di Alberto Angela - costruito proprio per essere venduto all'estero - ha registrato un ascolto super: una media di circa 5 milioni e 700 mila, pari al 24% di share. Un successo che ha strappato le gioiose dichiarazioni di presidente e direttore generale dell'azienda. «Tesori che non tutti gli italiani conoscono fino in fondo e che sono il motivo per cui il nostro Paese è ammirato in tutto il mondo. Investire nella cultura, nell’innovazione  e nelle eccellenze dell’Italia premia», hanno sottolineato in coro Monica Maggioni e Mario Orfeo.

Non va dimenticato che tutte le trasmissioni Rai che si occupano di turismo, arte e del territorio hanno un trend positivo. Dallo storico Sereno variabile a Linea Blu, da Linea verde ai Signori del Vino. Da Geo e a Kilimangiaro, che pur avendo anche altre finestre aperte sul mondo, vanno molto bene con le rubriche sui borghi e sui luoghi della penisola. Ulteriore esempio il San Silvestro di Raiuno che ha fatto grandi ascolti anche negli spezzoni curati dalla regione Basilicata. Insomma, il turismo va forte perfino in tv, soltanto la burocrazia del Bel Paese non se ne accorge e continua a non agevolare le iniziative di un settore che potrebbe e dovrebbe essere il volano dell'economia italiana. La Rai l'ha capito. La politica ancora no.
Venerdì 5 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 23:11

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2 di 2 commenti presenti
2018-01-06 14:39:49
Per fortuna in Rai qualcuno si è reso conto che non tutti gli italiani sono casalinghe alla disperata ricerca di pessime fictions di importazione o caserecce e di telenovelas. Esistono anche Italiani che accettano di pagare il canone, purchè gli si propongano programmi di alta qualità televisiva e culturale. Fuori dalla Rai, purtroppo si fa un pessimo servizio alla cultura italiana ma soprattutto alle sue meraviglie, molte delle quali abbandonate o diventate oggetto di mercimonio.
2018-01-06 08:51:05
Per forza la politica non capisce, non ci sono soldi per i politici, quindi nisba aiuti e promozioni. Pago volentieri il canone RAi solo per le trasmissioni culturali e di storia che le altre reti volutamente ignorano per l'audience o per la crassa ignoranza che le pervade
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