Gianfranco Vissani: «Nessuno sa più preparare i primi piatti, sono sempre scotti»

di Valentina Venturi
«Il patrimonio culturale italiano sono i primi piatti, ma ormai l’impiattamento li fa arrivare freddi in tavola, nessuno li sa più preparare, sono sempre scotti, persino l’acqua che si usa è sbagliata. Torniamo ai piatti veri». Gianfranco Vissani non le manda a dire e anzi, presentando la nuova edizione, la diciannovesima, del Festival di Foligno “I Primi d’Italia”, detta le regole base per una buona pasta. «Nella cucina eravamo avanti ma ci siamo persi. Basta che arrivino quattro farlocchi che decidono come si deve mangiare e tutto salta… A Masterchef non si vede nemmeno cucinare. E poi la cottura all’azoto o a basse temperature, che fa arrivare in tavola non uno spaghetto alla carbonara, ma un omogeneizzato, una pappa».

 



Per mangiare i primi piatti cucinati a dovere a Foligno dal 28 settembre al 1 ottobre si svolge allora il Festival che in 13 villaggi del gusto dentro la città umbra, spiattano e offrono ai visitatori tredici specialità diverse della cucina italiana, tra sughi, riso, erbette e pasta. Quattro cene con chef stellati tra cui Gianfranco Vissani che gestisce uno dei tredici villaggi per tutti e quattro i giorni.
 
«Il nostro è il primo e unico Festival dei primi piatti – dichiara Aldo Amoni, presidente Epta Confcommercio Umbria – dove convergono gastronomia e cultura. "A tavola con le stelle" permette di gustare menù a base di pasta, preparati da chef stellati come Daniele Usai e i fratelli Sandro e Maurizio Serva. Per questa edizione abbiamo anche ampliato il raggio d’azione, scegliendo di internazionalizzare con la cucina Kosher e con uno chef che viene da New York: Michael Toscano».
 
Nei quattro giorni ci sarà “Lo sport è servito”, convegno sulla corretta alimentazione (venerdì 29 ore 11) e momenti di spettacolo con Francesca Reggiani (28 ore 22), Gianluca Fubelli di Colorado (venerdì 29 ore 22) e sabato 30 Pietro Pulcini e Simone Montedoro.


I Primi d'Italia
Foligno 
28 settembre - 1° ottobre 
www.iprimiditalia.it
Mercoledì 13 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 16-09-2017 19:42

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1 di 1 commenti presenti
2017-09-15 06:40:48
Sono d'accordo con Vissani e aggiungo: saper mangiare non significa ingerire. La sostanza della pasta, a differenza di altri alimenti, cambia a secondo il grado di cottura e mentre per una pasta la dente sono gli acidi gastrici a selezionare la parte utile del carboidrato da assimilare dal corpo, da una pasta scotta e collosa non si ricava niente altro che un componente che nel tempo, andrà ad indurire le pareti delle budella che andranno inevitabilmente nel tempo a ostruirsi, portando con se conseguenze mediche di non poco conto. Mangiare la pasta al dente non è solo buona, ma soprattutto è salutare.
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