Assassin's Creed Unity, Parigi rivive nel '700

di Andrea Andrei
Parigi, 1789. Ovvero, la Rivoluzione francese. Forse il periodo più suggestivo della storia europea, nonché quello che ci si ricorda meglio dai tempi della scuola.



Immaginate di poter camminare nelle strade di quella città in fermento, violenta e affascinante allo stesso tempo. Anzi, di più: immaginate di poter anche salire sui monumenti, sui tetti di Parigi, di poter entrare nei vicoli più bui o nei palazzi più sfarzosi e assistere in prima fila alle decapitazioni dei nobili che li abitavano. Immaginare ora non serve più, almeno per i possessori di una console da gioco “next gen”: il 12 novembre è uscito Assassin's Creed Unity, nuovo episodio di una delle saghe di maggior successo dei videogame di nuova generazione.



Gli sviluppatori di Ubisoft avevano già catapultato i giocatori in tante ambientazioni del passato (da ricordare, per il fascino particolare, la Venezia, la Firenze e la Roma del Rinascimento), ma stavolta hanno esaudito uno dei desideri espressi più volte dai fan della serie. E lo hanno fatto in grande, o almeno ci hanno provato, visto che il gioco, fin dal giorno dell'uscita, ha già collezionato un bel po' di critiche. Il lavoro fatto dalle oltre 300 persone che compongono lo staff Ubisoft è comunque straordinario, perché la Parigi dell'epoca è stata ricostruita fedelmente in scala 1:1, e la superficie giocabile si estende per oltre 4 chilometri quadrati. Per ridisegnare ogni singolo monumento sono stati analizzati dipinti e documenti dell'epoca. Un esempio su tutti: per ricostruire la cattedrale di Notre Dame com'era allora ci sono voluti 14 mesi di ricerche e 5 mila ore di lavoro. Ognuna delle 140 splendide vetrate della chiesa è stata riprodotta nel dettaglio.



LE CONTROVERSIE

Come da tradizione poi Assassin's Creed si è posto come obiettivo di ricostruire anche i principali eventi storici, avvalendosi di un team di ricercatori specializzati, oltre che di inserire nella trama del gioco i personaggi più famosi dell'epoca, fra cui Marat, il Marchese de Sade, Luigi XVI, Maria Antonietta e anche un giovane Napoleone Bonaparte.



Ed è qui che sono sorti i problemi. Assassin's Creed, fin dal primo episodio, ambientato a Gerusalemme durante le crociate, ha sempre affrontato argomenti delicati. Solo che stavolta gli sviluppatori non hanno fatto i conti con il proverbiale orgoglio francese. Per ricollegarsi alla trama principale della saga, in cui l'ordine degli Assassini si batte contro quello dei Templari che con oscure trame cercano di influenzare le sorti del mondo, Roberspierre viene dipinto come il responsabile del caos che sconvolse Parigi durante la Rivoluzione. Tanto è bastato per scatenare le ire della sinistra transalpina e in particolare di Jean-Luc Mélenchon, fondatore del Partito di Sinistra francese, che ha definito il videogame «propaganda anti-rivoluzionaria. La gente è rappresentata come barbara ed assetata si sangue, uno dei nostri liberatori è rappresentato come un mostro». Il team di Ubisoft si è limitato a rispondere che «Assassin's Creed Unity è un gioco per il grande pubblico, non una lezione di storia». Ma ormai la polemica era già stata sollevata.



A SCUOLA DI VIDEOGAMES

Un episodio che riapre una questione già più volte affrontata: i videogiochi possono essere utilizzati per favorire l'apprendimento o sono fuorvianti? Sempre più professori credono nei videogame come strumento didattico. Tanto che è nata una categoria videoludica, quella dei cosiddetti “Serious game”. In passato sono stati fatti esperimenti che hanno avuto alterna fortuna. Uno di questi fu “Gioventù ribelle”, un videogioco, sponsorizzato anche dalle istituzioni, che in occasione dei 150 anni dell'unità d'Italia doveva raccontare ai giovani studenti il periodo del Risorgimento.



L'ESPERIMENTO

Gli sviluppatori di videogame sono i primi a sottolineare che i loro prodotti sono innanzitutto intrattenimento. Lo fa anche Ubisoft che, nonostante l'opera di ricerca su Assassin's Creed, si mantiene molto cauta. Anche se un progetto per portare il videogame a scuola esiste, e a sperimentarlo per primi saranno i ragazzi del Liceo linguistico e delle Scienze Umane “Isabella D'Este” di Tivoli. Come spiega Marco Giannatiempo di Laboratorio Comunicazione, ufficio stampa Ubisoft Italia, gli studenti di due classi saranno guidati da un'insegnante alla scoperta della Parigi di fine '700, che visiteranno proprio con “gli occhi” di Arno Victor Dorian, il protagonista di Unity: «I docenti potranno così mostrare ai ragazzi com'era fatta la Bastiglia», suggerisce Giannatiempo. Come a dire: i videogiochi possono essere utili, ma dai libri non si può prescindere.



andrea.andrei@ilmessaggero.it
Lunedì 24 Novembre 2014 - Ultimo aggiornamento: 26-11-2014 09:46

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