Combattere i criminali con lo smartphone: da Citizen a Odino, arrivano le app anti-reati

di Andrea Andrei
Combattere la criminalità armati di smartphone. Non è un modo di dire, ma è quello che già accade sia in Italia che in diversi altri Paesi del mondo. Se i big data (la raccolta massiccia di dati) permettono infatti di avere in tempo reale una grande quantità di informazioni, ci sono delle applicazioni, pensate proprio per i dispositivi mobili, che possono rendere queste informazioni alla portata di tutti, in nome di un sapere condiviso, della famosa filosofia open che è alla base del Web. Non è difficile immaginare come un tale concetto vada incontro a problematiche delicate, specie quando è applicato a tematiche come la sicurezza pubblica e la lotta al crimine.

L'ESPERIMENTO
Argomenti su cui negli ultimi giorni si è acceso un dibattito sui giornali americani. A scatenare il putiferio, un'app per smartphone che qualche mese fa aveva fatto discutere parecchio e che si chiama Vigilante. Anzi, così si chiamava, visto che lo scorso ottobre, dopo nemmeno 24 ore dal suo debutto, Apple decise di ritirarla dall'App Store.
Grazie a Vigilante infatti i cittadini di New York potevano seguire in tempo reale tutti i crimini in atto in città, con tanto di geolocalizzazione. Con pochi tap, sullo smartphone compariva la mappa della Grande Mela con le segnalazioni di rapine, omicidi, furti, e incidenti pervenute al numero di emergenza 911. Ma se l'app era stata pensata per proteggere i cittadini, che in tal modo potevano conoscere in diretta le situazioni di pericolo e così anche evitarle, l'effetto fu in realtà opposto: molti infatti, spinti da incrollabile spirito civico o da semplice curiosità, finivano con l'essere attirati proprio nei luoghi più pericolosi, per intervenire o per assistere alla scena.

L'APPLICAZIONE
Dopo quell'esperimento, è arrivata l'8 marzo la versione riveduta e corretta di Vigilante. Si chiama Citizen, è disponibile sia per iOS che per Android e a differenza della prima ha termini di servizio migliori e più chiari e ha introdotto una serie di messaggi per scoraggiare i cittadini a improvvisarsi supereroi. L'app, che è stata creata dall'imprenditore Andrew Frame e dalla sua startup newyorchese Spon, non ha comunque ricevuto ancora un'approvazione ufficiale da parte del dipartimento di polizia della Grande Mela. «Crediamo che i cittadini abbiano il diritto di essere informati e di essere coinvolti nella tutela della propria sicurezza e in quella delle loro comunità ha detto Frame Noi speriamo che una maggiore trasparenza sia un deterrente per il crimine. Citizen, rispetto a Vigilante, comunica in maniera più accurata la nostra missione, che è creare sicurezza, non metterla a repentaglio. Per questo il nostro servizio non tollera comportamenti rischiosi da parte degli utenti».

LA TECNOLOGIA
Mentre oltreoceano si discute se sia giusto o meno far partecipare attivamente i cittadini alla tutela della sicurezza pubblica, nel frattempo alcune tecnologie aiutano le forze dell'ordine tradizionali a essere all'avanguardia. E una di queste è stata ideata e sviluppata a Roma. All'Eur ha infatti sede Intellitronika, una società fondata nel 2010 dagli imprenditori romani Raffaele e Andrea Medico e che fa parte di un gruppo che già dagli anni 80 si occupa di soluzioni tecnologiche avanzate per le forze dell'ordine, attualmente utilizzate in vari Paesi, dall'Italia al Brasile passando per la Germania, la Serbia e l'Arabia Saudita.

L'ultima creazione di Intellitronika si chiama O.d.i.n.o., acronimo di Operational device for information, networking and observation. Nella pratica si tratta di un pacchetto di applicazioni, ottimizzate per smartphone e tablet e realizzate in collaborazione con l'Arma dei carabinieri, che supportano le forze dell'ordine sul territorio dando loro informazioni in tempo reale e permettono di comunicare rapidamente con la centrale operativa. Il sistema, alla cui sicurezza contribuisce Samsung (che ha anche ospitato Intellitronika nel suo stand al Mobile World Congress di Barcellona), oggi copre oltre il 90% del territorio nazionale ed è in uso a più di tremila carabinieri. Permette ad esempio agli agenti di identificare una persona fermata in meno di cinque secondi interrogando le banche dati delle forze dell'ordine, ma anche di riconoscere se i documenti sono veri o falsi (un sistema utilizzato anche dalla polizia di frontiera serba).

Non solo. Perché grazie a Odino, in caso di pericolo, gli agenti possono ricevere assistenza dalla centrale operativa in diretta, grazie a un collegamento audio-video. Che si trovino all'interno di una vettura, su una moto o che siano a piedi, possono infatti lanciare un allarme e attivare un collegamento streaming semplicemente mettendo lo smartphone o una webcam nel taschino e premendo un pulsante sulla cintura. In tal modo la centrale operativa e i colleghi possono seguire cosa sta accadendo. Un metodo particolarmente utile nel caso degli scontri di piazza, come accaduto sabato scorso a Napoli. C'è di più: grazie a un sistema di sensori chiamato I-Protect creato in collaborazione con Beretta, l'allarme scatta non appena un agente estrae la pistola o fa fuoco.

andrea.andrei@ilmessaggero.it
Twitter: @andreaandrei_

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Lunedì 13 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 16-03-2017 16:58

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