Cryptolocker, il virus informatico sempre più aggressivo: nuova ondata di attacchi ai pc

di Luisa Mosello
Allarme virus Cryptolocker. L'allerta arriva dalla Polizia Postale che sulla sua pagina Facebook mette in guardia da una nuova ondata ancora più aggressiva di questo "batterio digitale" super resistente già noto. In queste ore infatti si sta assistendo sul web ad attacchi sempre più diffusi del virus che si insinua attraverso e-mail con allegati sospetti, con indicazioni ingannevoli su presunte spedizioni o riferimenti di istituti di credito, aziende, enti, gestori e fornitori di servizi. Se questi allegati vengono aperti, hanno un effetto pericolosissimo: possono infettare l'intero sistema ovvero rendere illeggibili e inservibili tutti i dati. A questo punto si realizza il ricatto dei criminali informatici che richiedono agli utenti, per riaprire i file e rientrare in possesso dei propri documenti, il pagamento di una somma di alcune centinaia di euro in bitcoin (una moneta virtuale) per poter ricevere via e-mail un programma per la decriptazione.
 
 

Come si legge sul profilo Facebook della polizia, Una Vita da Social: «La prima cosa da fare è non cedere mai al ricatto, non pagare. Anche quando questo comporta la perdita di dati di valore, dal punto di vista economico o affettivo. Questo innanzitutto perché è nella maggior parte dei casi inutile: nel 99% dei casi gli hacker, una volta ricevuto il riscatto, non inviano alle vittime le chiavi di decriptaggio dei loro file. E dall’altra perché se si paga si incoraggia e si alimenta la diffusione di questi ricatti: nel mondo dei cybercriminali si diffonde la voce che l’attività è redditizia, e gli attacchi rischiano di moltiplicarsi, proprio come sta accadendo in questo periodo».

Nonostante gli sforzi investigativi abbiano già individuato gruppi organizzati, sia italiani sia stranieri, responsabili di queste campagne malevole, il fenomeno non si ferma. E aumentano gli appelli agli utenti perchè adottino tutte le misure di prevenzione per garantire la sicurezza in rete. È importante effettuare sempre un backup, cioè una copia di sicurezza su un dispositivo esterno che non deve essere lasciato collegato al computer. Poi tenere sempre aggiornato il software del proprio computer e munirsi di un buon antivirus. Oltre naturalmente a fare attenzione alle mail che ci arrivano, anche a quelle provenienti da contatti che si conoscono.

E se si cade nella trappola?  «L’unica possibilità -spiega la Polizia postale- è di resettare tutto il computer e ripristinarlo, utilizzando i backup salvati su memorie esterne. Ma se si ha solo un sospetto, dopo un minuto o trenta secondi dall’attacco, di essere caduti in trappola, può essere importante scollegare immediatamente il pc, spegnerlo interrompendo l’alimentazione elettrica, perché questo inibirebbe il malware dal propagarsi. A quel punto si dovrebbe smontare la memoria e trasferirla su un altro pc, per salvare i dati che non sono ancora stati criptati».
Giovedì 16 Febbraio 2017 - Ultimo aggiornamento: 18-02-2017 12:22

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1 di 1 commenti presenti
2017-02-17 17:52:47
Io penso che la sicurezza informatica cominci a diventare una vera piaga criminale e gli Stati, singolarmente o in unione, dovrebbero assumere drastici provvedimenti per contrastarli assumendo "Cecchini informatici" e se non bastasse usare la mano pi√Ļ pesante.
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