iPhone X, Apple celebra il passato e Steve Jobs ma conferma che quell'era è finita

di Andrea Andrei
Si chiama FaceId, è un avanzato sistema di riconoscimento facciale ed è la principale innovazione di iPhone X, il nuovo smartphone di Apple. Uno dei dispositivi con la Mela più attesi degli ultimi anni, perché rappresenta la nuova generazione di iPhone e al contempo ne celebra la storia: X sta infatti per dieci, tanti sono gli anni passati dal debutto del cellulare più famoso di sempre. E proprio attraverso iPhone X l'azienda di Cupertino ha mostrato il suo nuovo volto, il volto dell'era Tim Cook, quello in cui si fa pace una volta per tutte con il passato. Un volto che non poteva non avere le fattezze di Steve Jobs: è proprio omaggiando il fondatore della Mela e dalla sua eredità che ieri sera è iniziato il primo evento nel teatro a lui intitolato nel nuovo campus di Cupertino (la cosiddetta astronave, progettata dal guru prima di morire). Un keynote dove non sono mancati i momenti di commozione, con le note di All you need is love dei Beatles e le citazioni di Jobs, e un Tim Cook con la voce rotta che ha ricordato il collega e amico: «Non c'è un giorno che non pensiamo a lui. Era un genio».

I PRODOTTI
L'evento ha riservato emozioni ma di certo non sorprese. I dispositivi presentati erano stati infatti ampiamente anticipati nei giorni precedenti. Dal nuovo Watch Series 3, l'orologio intelligente che adesso supporta anche la connessione dati e può effettuare telefonate e connettersi autonomamente a Internet, alla Apple Tv con definizione 4K (e che conferma il grande interesse di Cupertino nel business dei servizi televisivi on demand). E poi, naturalmente, gli iPhone. Prima la versione evoluta di iPhone 7 con iPhone 8 e 8 Plus (una sorta di 7s, quindi) e infine, dulcis in fundo, iPhone X. Il device top di gamma, che Cook ha definito «il futuro degli smartphone», è un'edizione speciale per il decimo anniversario del melafonino, che contiene la maggior parte delle innovazioni. A cominciare da un ampio schermo Super Retina da 5,8 pollici dagli angoli arrotondati: il telefono diventa tutto schermo ad eccezione della piccola parte superiore che contiene l'altoparlante. Nessun tasto Home e un design tondeggiante che ricorda vagamente Apple Watch ma anche, perché no, il primo iPhone. Che si tratti di un tributo a Jobs, lo ha esplicitato Cook, utilizzando per introdurre il nuovo device la frase cara al guru di Apple durante i suoi keynote: «One more thing...».

Ma il vero valore aggiunto è appunto FaceId, di cui il vicepresidente del reparto software di Apple, Craig Federighi, si è divertito a mostrare le potenzialità con gli Animoji, faccine che riproducono con precisione le espressioni facciali dell'utente. Scopi ludici a parte, Face Id sostituisce il sensore per le impronte digitali e, a detta dell'azienda, è anche più sicuro (c'è una probabilità su un milione di sblocco casuale, sottolinea Cupertino). I prezzi del telefono, che uscirà il 3 novembre, sono in linea con quelli dei predecessori (quindi esagerati): 1.189 euro per la versione da 64 gb, 1.359 euro per quella da 256 gb.

LE ANTICIPAZIONI
Se le presentazioni Apple degli ultimi anni ci avevano abituato a vedere confermati i rumors sui dispositivi in uscita, mai nella storia dell'azienda si era verificata una fuga di notizie tanto imponente come nel caso di questi nuovi device. Sembra che a passare le informazioni ai giornali sia stato un dipendente scontento, fatto sta che ai tempi di Jobs non sarebbe (e infatti non è) mai successo nulla di simile. Ma allora i social non c'erano, gli smartphone nemmeno e il mondo intero era diverso. Quella, semplicemente, era un'altra Apple. La stessa Apple che comunque quel mondo ha contribuito a cambiarlo.

andrea.andrei@ilmessaggero.it
Mercoledì 13 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 22:10

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