Smartphone, da iPhone 8 a Google Pixel 2 e Huawei Mate 10: il telefono diventa intelligente

di Andrea Andrei
La parola d’ordine è intelligenza artificiale. Ma anche display e fotocamera vogliono, come al solito, la loro parte. È vero, mancano ancora all’appello due grandi protagonisti. Ma se del primo, l’iPhone X di Apple (che uscirà il 3 novembre), si conoscono già aspetto esteriore e dettagli tecnici, del secondo, il Mate 10 di Huawei, i rumors e le anteprime danno un quadro abbastanza chiaro. Perciò si può dire che la nuova generazione di smartphone, nata questo autunno, sia praticamente al completo.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un’evoluzione degli smartphone sempre più rapida ma sempre meno significativa. Complice la forsennata rincorsa tra le grandi aziende a sfornare nuovi costosissimi modelli ogni sei mesi, si ha l’impressione che le idee rivoluzionarie siano sempre meno e che invece di funzioni pratiche, realmente utili e immediatamente utilizzabili, si senta parlare sempre più spesso di innovazioni potenziali. Una tendenza che fra gli appassionati di hi-tech si è guadagnata un termine specifico, “vaporware”, che sta a descrivere quei dispositivi raccontati come rivoluzionari ma le cui caratteristiche fondamentali restano un progetto fumoso. Segno che forse il settore degli smartphone è ormai talmente saturo che è difficile parlare realmente di novità.

FRONTIERE
E la novità principale di questa generazione di cellulari è l’intelligenza artificiale. Peccato solo che si tratti di una frontiera per alcuni aspetti controversa. Lo ha dimostrato Google, che mercoledì ha presentato a Londra il Pixel 2 (che arriverà in Italia a novembre solo nell’edizione XL, da 64 Gb, prenotabile a 989 euro), smartphone di fascia alta con ampio display Oled da 6 pollici con risoluzione Qhd (due volte la Full Hd) senza tasto Home, come vuole il trend iniziato da Lg con il G6, da Samsung con il Galaxy S8 e poi con il Note 8 e seguito da Apple con iPhone X e probabilmente anche da Huawei con il Mate 10. L’ad di Google Sundar Pichai lo ha detto chiaramente: «Stiamo passando dall’era del mobile a quella delle Ai», l’intelligenza artificiale appunto. E infatti, a fianco del potente processore Snapdragon 835 (lo stesso di Samsung S8 e Note 8) e della buona fotocamera da 12,2 Mp - anche se non doppia come quella dei competitor - il punto forte del cellulare prodotto da Lg per l’azienda di Mountain View è l’integrazione con i servizi di Google, dalla fotocamera che riconosce il soggetto della foto all’assistente virtuale che risponde a ogni quesito, attivabile premendo i lati del telefono. Solo che Google ha presentato anche altri dispositivi, dai Pixel Buds, auricolari che traducono istantaneamente in 40 lingue fino a Home, un altoparlante intelligente da salotto simile ad Amazon Echo o all’annunciato Apple Homepod. La differenza è che quello di Google è un po’ troppo intelligente, visto che ascolta perennemente ciò che si dice in casa per dare in cambio servizi personalizzati. Qualcosa che apre scenari orwelliani, considerando che Google già conosce molto di noi attraverso Google Maps, YouTube, Gmail, ecc. ma con cui per ora i clienti italiani non dovranno confrontarsi, visto che il dispositivo non sarà ancora disponibile nel nostro Paese.

COMPONENTI
Sempre intelligenza artificiale (ma meno “minacciosa”) sarà il fulcro di Huawei Mate 10, il nuovo smartphone di alta gamma che l’azienda cinese presenterà il 16 ottobre a Monaco di Baviera. Dalle molte anticipazioni già trapelate, il cellulare monterà il processore Kirin 970, grazie al quale sarà dotato di un sistema Ai avanzato che fra le altre cose dovrebbe permettere alla fotocamera di riconoscere l’oggetto inquadrato e regolare le impostazioni di conseguenza, oltre che di tradurre un testo fotografato. La fotocamera, marchiata Leica, dovrebbe essere disposta in verticale, mentre per la batteria si parla di un 4.000 mAh.

Ed è proprio un chip che contraddistingue la nuova generazione di iPhone. Apple ha inserito in iPhone X, iPhone 8 e 8 Plus il suo nuovo processore A11 Bionic, che Cupertino ha presentato come «il chip più potente e intelligente mai montato su uno smartphone». Uno strumento che permette ai nuovi smartphone della Mela di avere una tale potenza di calcolo da utilizzare il cosiddetto “machine learning” (l’intelligenza artificiale) per adattare le proprie risorse all’uso che un utente fa del dispositivo, oltre che di sfruttare la fotocamera per applicazioni a realtà aumentata. Il risultato sull’iPhone 8 è effettivamente una fluidità e una velocità davvero impressionante. Soprattutto, tranquillizza il fatto che il sistema di realtà aumentata di Cupertino resti all’interno dell’iPhone, senza inviare i dati personali al cloud.

PRESTAZIONI
Le alte prestazioni degli smartphone fanno però rima con alti prezzi, che infatti in questi casi si aggirano tutti intorno ai mille euro. Altro modello che non fa eccezione da questo punto di vista è il Galaxy Note 8 di Samsung, che con il suo spettacolare display da 6,3 pollici e la sua doppia fotocamera da 12 Mp scaccia gli spettri del clamoroso flop del Note 7.

Asus infine, che ha scelto Roma per presentare al mondo i suoi nuovi Zenfone 4, di cui il modello principale è il Pro, punta tutto sulla luminosa doppia fotocamera da 16 Mp, sulla potente connettività e sulla batteria da 3.600 mAh. Il design è tradizionale, cosa che lo fa apparire un po’ più “datato”, ma che lo rende anche un po’ più economico (se così si può dire: siamo sotto gli 800 euro.

andrea.andrei@ilmessaggero.it
Twitter: andreaandrei_
Luned├Č 9 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 11-10-2017 14:27

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