Space X, lancio riuscito al secondo tentativo: lo spettacolare rientro

La partenza del Falcon 9 dalla base di cape Canaveral
di Enzo Vitale

Riuscire a mandare in orbita e far tornare indietro (possibilmente senza farlo sfracellare al suolo) un razzo di 70 metri non è proprio una cosa da poco. Prova che ti riprova, Space X c'è riuscita e così si apre un nuovo capitolo dei voli spaziali. Il plauso, naturalmente, va agli informatici e agli ingegneri di Elon Musk che sono riusciti nell'impresa. Adesso i Falcon 9  non vanno più persi e il risparmio economico è notevole.
E sono stati proprio loro, i tecnici e gli ingegneri dell'azienda di Musk, dopo una notte di impegno, a  risolvere il problema al secondo stadio del razzo ancorato sulla rampa di lancio in Florida..
Il razzo di Space X, infatti, doveva partire dalla storica 39 A di Cape Canaveral, ma per un problerma ancora rimasto nel mistero, è stato fermato a 13 secondi dalla partenza. Nessun problema: dopo 24 ore, alle 15,39 italiane di domenica 19 febbraio, il lancio è perfettamente riuscito.


(Il lancio e il ritorno a terra)



(Lo spettacolare rientro visto dal drone)


Originariamente la partenza era prevista per il 29 gennaio, data nella quale doveva essere immesso in orbita un satellite EchoStar. Poi il lancio è stato posticipato al 18 febbraio. La decisione era stata presa in quanto all'interno del razzo è stata imbarcata anche la Dragon, la capsula che dovrà rifornire la Stazione Spaziale internazionale, la Iss.

I FLOP DI  GENNAIO E SETTEMBRE
«È decisamente più difficile atterrare su una nave. È come una portaerei in confronto alla terraferma: un'area molto inferiore che si sposta e ruota». Queste le considerazioni di Elon Musk dopo il fallimento dell'atterraggio del primo stadio del Falcon 9 su una chiatta ancorata nel Pacifico lo scorso gennaio. Il tentativo non era andato a buon fine: il primo stadio, infatti, aveva duramente impattato sulla chiatta e si era rotto una «gamba» andando irrimediabilmente perduto. Poi, solo 5 mesi fa, un altro incidente, ancora più grave. Era la mattina del primo settembre 2016 quando, durante una serie di test ai motori del vettore che avrebbe dovuto portare in orbita un satellite israeliano (Amos 6), un'esplosione mandò in cenere il razzo. All'interno anche il satellite di Facebook che aveva il compito di portare Internet nelle aree più remote del mondo.
Quella di sabato 18 febbraio era una data tanto attesa, una partenza da ricordare visto che il Falcon 9 è stato posizionato sulla mitica rampa 39 A  di Cape Canaveral, in Florida, la stessa da dove partivano le missioni Apollo e gli Space Shuttle.

FALCON 9, CARTA DI IDENTITA'
Il vettore Falcon 9 di Space X è alto 70 metri e pesa 500 tonnellate,  è anche il fulcro del programma di Space X sia per il prossimo trasporto degli astronauti per la stazione spaziale, sia per i programmi di turismo spaziale, obiettivi certo più vicini rispetto a Marte che Musk, da tempo, ha messo tra i suoi prossimi obiettivi. Va ricordato che con il suo particolare sistema di “andata e ritorno” il Falcon 9 rappresenta un'innovazione unica nel panorama dei lanciatori spaziali. Il vettore, infatti, una volta lanciato ha la possibilità di ritornare a terra con un enorme risparmio rispetto ai lanciatori tradizionali.

L'ITALIA VERSO MARTE
Intanto, sempre in tema viaggi spaziali, anche  la tecnologia italiana continua la sua corsa verso il pianeta rosso. Nel 2020 strumenti costruiti nel nostro Paese si preparano ad essere imbarcati su due missioni: l'europea ExoMars e la statunitense Mars 2020, entrambe in programma fra tre anni. Lo scopo è sempre lo stesso: cercare tracce di vita sul  quarto pianeta del Sistema Solare.

I RIFORNIMENTI ALLA STAZIONE SPAZIALE
Tra i diversi materiali a bordo del Falcon 9, anche i rifornimenti per la Stazione spaziale internazionale sulla quale, attualmente, ci sono due statunitensi (Robert Kimbrough e Peggy Whitson), tre russi (Sergej Ryžikov, Andrej Borisenko e Oleg Novickij) e un francese (Thomas Pesquet). Prossimo italiano a bordo della Iss sarà Paolo Nespoli, l'astronauta lombardo è un vero e proprio veterano. Ha al suo attivo ben 174 giorni 9 ore e 40 minuti di permanenza nello spazio. La partenza verso la Iss è prevista a maggio.


(L'hangar di Space X a Cape Canaveral)




(Le dimensioni delle “gambe” del Falcon 9 rispetto a un uomo)



(La storica rampa 39 A di Cape Canaveral con uno Shuttle)


enzo.vitale@ilmessaggero.it
Su Twitter @enzotvitale

 
Domenica 19 Febbraio 2017 - Ultimo aggiornamento: 21-02-2017 19:38

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