La “fascia olivata” da Assisi a Spoleto è paesaggio storico.

Trevi e i suoi uliveti
di Marcello Guerrieri
La bellezza di quella parte dell’Umbria è stata finalmente riconosciuta in maniera “ufficiale”, anche se non v’era bisogno di mettere i timbri sullo splendido paesaggio. I timbri però sono necessari per la marcia di avvicinamento al riconoscimento da parte dell’Unesco e della Fao.
 
S’è svolta, allora, una audizione al Ministero delle Politiche Agricole, Forestali e Alimentari proprio la designazione dei paesaggi rurali storici: la candidatura della “fascia olivata”, che va da Assisi a Spoleto, coprendo 9 mila ettari di collina e mettendo insieme sei comuni, è stata sostenuta dai sindaci di Assisi, Spello, Foligno, Trevi, Campello sul Clitunno e Spoleto. Coordinati da Marco Bencivenga i sindaci hanno offerto nei mesi scorsi un raro esempio di collaborazione per giungere a un obbiettivo comune: valorizzare quella porzione unica di territorio per salvare gli uliveti dall’incuria, per rilanciare il turismo rurale, per offrire ai produttori di olio extravergine il valore aggiunto del territorio. Da questa intuizione è nata l’idea di candidare la fascia olivata prima a paesaggio storico poi a bene culturale dell’umanità.
  
La relazione stamani presso il Mipaaf è stata tenuta dal presidente nazionale e mondiale degli agronomi Andrea Sisti che ha spiegato come ci sia in quei 9 mila ettari un universo valoriale unico e irripetibile. Universo che è fatto di ulivi millenari, di sistemi di coltivazione che non hanno eguali di aggregazioni culturali e antropologiche che attorno alla coltivazione dell’ulivo hanno sviluppato una civiltà peculiare, di suggestioni di tipo culturale con i manufatti storico-architettonici che si inseriscono perfettamente nella fascia olivata e anzi ne traggono forza e identità, di capacità di coltivazione e di sapienza agricola, di capacità estrattiva e di estrema qualità del prodotto, di abilità gastronomica che celebra nell’extravergine di oliva l’identità culinaria di queste comunità.
Gli esperti del Mipaaf, che hanno accolto la candidatura della “fascia olivata”, l’hanno immediatamente iscritta nel registro e nella lista dei paesaggi storici, la proposta umbra è unica per significato paesaggistico, storico, agronomico e antropologico. Ciò pone solide basi sia per l’inserimento tra i paesaggi d’interesse mondiale che la Fao sta censendo ed iscrivendo nel suo prestigiosissimo registro sia per il riconoscimento della fascia olivata come patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco. In particolare l’iter che riguarda la Fao è alle battute conclusive, mentre per l’Unesco il risultato ottenuto oggi a Roma di fatto apre le porte della “tentative liste”.
Gioved├Č 11 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 12:58

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