Perugia, scoperti 1500 evasori
della tassa sui rifiuti

PERUGIA - Alcuni sono arrivati a diversi commercianti del centro. E c’è chi ha rigirato più di una raccomandata tra le mani ed è sbiancato: «Adesso come faccio a pagare in due mesi più di diecimila euro di tassa sui rifiuti?». Una stangata pesantissima annunciata quella che sta consegnando Gesenu in case e attività. Almeno (secondo fonti comunali) 1500 avvisi di accertamento perché non è stata pagata la tassa dei rifiuti (Tari). Si va indietro di cinque, c’è chi si ferma magari solo a tre. Ma la batosta per quelli che le legge chiama evasori è pesantissima. Perché la sanzione raddoppia l’imposta non pagata. Il caso dell’omessa presentazione della denuncia ai fini Tari è il filo conduttore che unisce le 1500 raccomandate recapitate nei giorni scorsi.
C’è una possibilità per evitare le mega stangata: pagare entro sessanta giorni. A quel puntio ci sarà lo sconto del trenta per cento delle sanzioni. E chi si è ritrovato ieri mattina a contare fino a dodicimila euro ha contato fino a quella cifra proprio perché ha fermato lo sguardo alla colonna che fa il conto delle sanzioni ridotte.
«Come faccio a pagare- ha detto un commerciante impietrito- tra l’altro io sono subentrato alla precedente azienda dove pagavo l’affitto. E mi ricordo che quelle bollette mi venivano addebitate dal proprietario». Frase che potrebbe nascondere anche l’apertura di un contenzioso con la società di Ponte Rio.
Il Comune fa i conti. L’operazione di recupero crediti di fine anno, dovrebbe portare nelle casse di palazzo dei Priori, tre milioni di euro.
Intanto sui rifiuti e sulla caccia agli evasori, attacca Cristina Rosetti capogruppo in consiglio comunale del Movimento Cinque Stelle. Ecco l’affondo: «Dopo ben tre anni e mezzo di mandato, a settembre 2017, la giunta Romizi scopre che scaricare le morosità su chi paga e sulla fiscalità generale non è equo e che forse c’è un problema nel sistema della riscossione e della lotta all’evasione fiscale. A maggio 2017, il non riscosso era una somma esorbitante, circa 70 milioni di euro. La soluzione? Costituzione dell’ennesimo gruppo di lavoro e incrocio di banche dati! Ma davvero fino ad oggi non è stato fatto? E, allora, chi doveva fare la riscossione non dovrebbe risponderne? La vera equità è la tariffa puntuale, contro gli attuali indici presuntivi, ridicoli e dannosi, anche per le imprese. Ma di questo nella delibera non c’è traccia. La Corte dei Conti dovrebbe dare una bella occhiata alla delibera»
Sabato 11 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 16:56

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