Terni, terrore in una villa
figlia di un imprenditore
mette in fuga i banditi

di Federica Liberotti
Era uscita dalla sua abitazione da poco, quando si è accorta di aver dimenticato una cosa, ma una volta tornata a prenderla ha fatto una brutta sorpresa: sul portone d’ingresso si è trovata di fronte due ladri. Un vero e proprio faccia a faccia andato in scena in pieno giorno, a mezzogiorno di un apparentemente tranquillo sabato di inizio primavera, nella villa di un imprenditore di strada di Carone, nella zona di Poscargano. Protagonista dell’avventura da dimenticare, avvenuta due giorni fa, la figlia 30enne del proprietario che, nonostante l’iniziale choc per aver sorpreso i ladri in casa, quando questi sono fuggiti (con in tasca gioielli appena rubati dal valore di diverse migliaia di euro), ha avuto il sangue freddo di inseguirli in auto, riuscendo a comunicare ai carabinieri, chiamati nel frattempo con il cellulare, la targa della Nissa Micra grigia sulla quale i due sono saliti prima di far perdere le loro tracce. «Erano entrambi molto giovani, avranno avuto una ventina d’anni, li ho visti bene perché erano a volto scoperto. Hanno avuto cinque minuti esatti per fare razzia dei gioielli che avevo in camera» racconta la ragazza, mentre ripercorre quanto accaduto. I malviventi probabilmente avevano tenuto d’occhio le abitudini della famiglia presa di mira, visto che hanno scelto un orario in cui i cani da guardia sono solitamente chiusi in recinto. Anche l’allarme era disattivato, mentre era in azione la videosorveglianza, le cui immagini sono state acquisite dai militari. Uno dei due ha saltato il cancello, aprendo poi dall’interno all’altro e una volta entrati in casa forzando il portone (non blindato) i due si sono diretti verso le camere: la prima che si sono trovati di fronte è stata proprio quella della ragazza, dalla quale hanno rubato diversi anelli di famiglia con brillanti e pietre di valore e un orologio. Hanno invece lasciato sul posto ipad e iwatch e non hanno visitato le altre stanze da letto, disturbati probabilmente dall’arrivo della proprietaria. «Quando sono arrivata ho trovato il portone socchiuso - racconta ancora - e appena entrata mi sono trovata di fronte questi due giovani apparentemente tranquilli, ho dovuto realizzare prima di capire chi fossero. Poi ho anche tentato di non farli andare via ma non ho insistito, per non rischiare. Loro, con molta nonchalance, mi sono venuti addosso, per uscire dalla porta che avevo alle mie spalle, senza cercare altre vie di fuga. Hanno scavalcato cancello e recinzione e quando si sono resi conto che li seguivo hanno iniziato a correre».
Salita in auto e chiamato il 112, la giovane li ha poi incrociati mentre camminavano lungo la strada, prima di fuggire di nuovo ed essere caricati sulla Micra. «Ho rischiato grosso e mi è andata bene, ma ora - conclude amara -, al di là del valore economico, provo un gran dispiacere per i gioielli di mia nonna che non ho più». L’ipotesi sulla quale starebbero lavorando gli investigatori è che si tratti di malviventi specializzati nei furti in abitazione provenienti da campi nomadi laziali.
Lunedì 20 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 21-03-2017 10:17

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