Uj, ultima serata da brivido: vento e malore in platea

Egberto Gismondi Hamilton De Holanda e Stefano Bollani
di Fabio Nucci
PERUGIA - L'ultima serata di Uj é lo specchio di questa edizione, dai numeri non esaltanti ma dai contenuti comunque positivi. Certo, per dirla alla Carlo Pagnotta, Gismondi non è Djavan (in cartellone all'inizio, il cantautore ha poi annullato il tour europeo) e anche i numeri dell'Arena ne hanno risentito. Una serata climaticamente fredda probabilmente all'origine del malore che durante la session del pianista brasiliano con Bollani e De Holanda ha colpito una spettatrice. La signora è stata prima soccorsa dagli operatori presenti all'Arena, poi portata fuori in barella e trasportata in ospedale in ambulanza.
Il concerto è andato avanti senza interruzioni, con Egberto Gismondi alle prese con un intenso piano solo dai contorni virtuosi ma non troppo. Un po' di saudade traspare anche nei passaggi più movimentati. Con un Bollani meno protagonista e il sempre più geniale mandolinista firmano un trio insolito quanto intrigante.
È una non stop che prosegue col gruppo di Hamilton De Holanda, Baile Do Almeidihna, nel quale il mandolinista si propone anche come cantante, regalando ritmo e calore che la platea trova almeno nella musica. "Baila Perugia", esorta Hamilton che chiama sul palco anche Mayra Andrade. "A proposito di bellezza". E lei: "Fa freddo ma vogliamo riscaldarvi con la nostra musica". Il ritmo é di samba e sull'Arena, complice il sorriso della cantante, sembra arrivare un timido sole. Quando poi sul palco torna Bollani, che canta Figlio unico, l'operazione allegria si completa. "Obrigado, grazie Perugia", il saluto di Hamilton De Holanda al pubblico ormai assiepato sotto la platea in cerca di calore. Che trova cantando e ballando sulle note dei 'Baile'.
È l'ultimo atto di un edizione non memorabile ma che è riuscita comunque a superare quota 21mila paganti portando un incasso di 700mila euro. Numeri non paragonabili con quelli delle ultime due edizioni, quelle di Mika e Lady GaGa. "Sapevamo di avere un programma più jazz - dice Carlo Pagnotta - e abbiamo speso meno. Ma il bilancio artistico è positivo".
 
Luned├Č 17 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 00:22

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