Centro di accoglienza alla ex Fiera di Viterbo, pronta l'ordinanza di smantellamento. Indagine della Procura

Il centro provvisorio sulla Cassia nord
di Massimo Chiaravalli
Immigrati, il comune suona la campana: tempo scaduto per la Prefettura. Centro di accoglienza alla ex Fiera di Viterbo, a palazzo dei Priori è pronta l'ordinanza per intimare alla Prefettura «l'immediato ripristino dei luoghi». Perché c'è un abuso edilizio che andava sanato entro 90 giorni. E intanto la procura ha acceso i riflettori sul sito, acquisendo tutta la documentazione e ascoltando, come persona informata sui fatti, il dirigente del settore urbanistica, Emilio Capoccioni.

Proprio Capoccioni sta scrivendo l'ordinanza, che sarà pronta oggi. «Si tratta di un provvedimento definitivo – dice - per ingiungere l'immediato ripristino dello stato e dei luoghi, quindi la rimozione dei container e quant'altro. Verrà notificato alla Prefettura e alla proprietà dell'area all'inizio della prossima settimana». Come da norma, è rimesso anche al ministero, all'autorità giudiziaria, al presidente della Regione Lazio. «Non si darà ulteriore tempo: il provvedimento – continua il dirigente - parla di rimozione immediata. Significa che saranno consentiti solo i tempi tecnici per ripristinare i luoghi».

In terza commissione il consigliere Gianmaria Santucci aveva ripreso l'argomento. E così «giovedì scorso un nostro funzionario è andato a verificare: lo smantellamento era sì iniziato, ma la maggior parte dei container è rimasta lì». Sono abitati? «Sono state notate delle persone, è da ritenere di sì». L'ordinanza può essere impugnata dalla Prefettura con un ricorso al Tar, se invece non sarà onorata senza motivazioni «si dovrebbe intervenire d'ufficio – spiega Capoccioni - a danno del responsabile. Ma non credo si arrivi a questo». E la pratica passerebbe ai lavori pubblici.

C'è molta attenzione sul tema, ci sono stati contatti con la Procura? «Certo: da qualche settimana ha acquisito tutti gli atti e mi ha ascoltato come persona informata dei fatti. Credo che abbiano una pratica sulla scrivania, poi non so se sarà riscontrato qualcosa a livello penale». La mossa era inevitabile, visto che il terreno su cui è sorto il centro è agricolo e i tempi per rimettere tutto a posto sono scaduti. «Mi ero illuso che in tempi ragionevoli avrebbero ripristinato i luoghi – conclude - ma non è che togliendo due o tre container si onora l'impegno. Un inizio che ha fatto ben sperare ma non è stato concluso. Gli avvisi alla Prefettura sono stati tanti, non c'è bisogno di altri. Nell'ordinanza si parla quindi di immediato ripristino, passeremo subito ai fatti. Non si possono aspettare anni».
Gioved├Č 13 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 12:29

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