Evasione dell'Iva su auto di lusso, gli arrestati si appellano al tribunale del Riesame

Le indagini della Finanza
di Andrea Arena
Operazione Déjà vu, gli arrestati si appellano al tribunale del Riesame. Sono stati depositati – o verranno depositati nelle prossime ore – i ricorsi all'organo contro le misure cautelari disposte dal giudice per le indagini preliminari, Savina Poli, per le sei persone accusate di associazione per delinquere finalizzata a reati contro la fede pubblica e il fisco. Sono tutte agli arresti domiciliari: i tre viterbesi (Elio Marchetti, Carla Corbucci ed Emilia Tiveddu), i due foggiani (Giuseppe De Lucia e Domenico Sordi) e il pontino Simone Girolami. L'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Fabrizio Tucci e condotta dagli uomini della guardia di finanza e della polizia stradale, è basata su una presunta evasione dell'Iva nella compravendita di auto di marca dall'estero: le cosiddette frodi carosello, attuate mediante prestanome e società fittizie.

Il ricorso al Riesame arriva dopo gli interrogatori di garanzia degli indagati viterbesi (difesi rispettivamente dagli avvocati Marco Valerio Mazzatosta e Roberto Massatani, Michele Ranucci e Francesco Massatani) e quelli, avvenuti per rogatoria, dei foggiani e del pontino. Insomma, le varie difese si sono coordinate e hanno scelto questa strada, consapevoli che il Riesame cristallizerà le risultanze dell'inchiesta, anche in prospettiva di un futuro, eventuale, processo.
Venerd├Č 12 Maggio 2017 - Ultimo aggiornamento: 13-05-2017 11:26

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