Iacomini portiere con la passione per Sanremo. «Tanti ricordi legati al Festival. Per Peruzzi sceglierei Cuore Matto».

Iacomini portiere con la passione per Sanremo.
di Marco Gobattoni
Potrebbe ripercorrere la storia del Festival di Sanremo con precisione minuziosa perché oltre al campo e alla porta Giuseppe Iacomini è un vero fan della musica e soprattutto dell’appuntamento nazional popolare che da 68 anni ogni febbraio tiene milioni di italiani incollati alla televisione e da un decennio ai social.
Iacomini è nato a Civitavecchia (ma è blerano doc), il 16 gennaio del 1981 e la sua vita è stata corredata da sempre da due grandi amori oltre quello per la sua famiglia: il calcio e la musica.
Portiere per vocazione e per adorazione nei confronti del famoso paesano Angelo Peruzzi, il meno famoso numero uno ha calcato per molti anni con la maglia dell’Astrea i campi della serie D. Oggi gioca in Prima categoria con il Corneto Tarquinia, ma da sempre è sinonimo di professionalità e rispetto: un giocatore da cui prendere esempio e che gli avversari spesso prendono come modello avendolo affrontato come rivale con le tante maglie indossate con i club della Tuscia. Questa settimana però, è la settimana del Festival e allora silenzio religioso in casa con la famiglia a cui ha trasferito la mania e i commenti social e la musica che invadono la vita. “Per me il Festival di Sanremo è passione – attacca Iacomini – mi ricorda il calore familiare che riunisce persone che magari hanno poco tempo per stare insieme. La mia canzone preferita è Dimmi che non vuoi morire di Patty Pravo cantata al Festival del 1997 e scritta da Vasco Rossi”.
Una canzone che il portiere del Corneto dedica a Gianluigi Buffon, idolo insieme ad Angelo Peruzzi blerano come lui e decisivo nella scelta di giocare in porta. “Il brano di Patty Pravo lo accosterei a Buffon; non vuole smettere e secondo me fa bene: per lui lasciare i pali sarebbe come morire. Una canzone per Peruzzi? Cuore Matto di Little Tony: quando lo vedevo giocare il mio cuore impazziva”.
Peruzzi ha giocato nella Juventus e anche Iacomini è stato vicinissimo al club bianconero.
“Nel 1996 era tutto fatto con la Juventus: avevo 14 anni ed ero pronto a trasferirmi a Torino: poi saltò tutto e per me fu una grande delusione. Ricordo che vidi Sanremo insieme ai miei genitori e mi madre piangeva con la canzone degli O.R.O. Quando ti senti sola: già mi immaginava lontano da lei”.
L’appuntamento canoro che ritorna sempre nei ricordi e i compagni che lo prendono in giro per questa sua passione viscerale.
“I compagni e colleghi conoscono questa mia passione e ci giocano: penso anche di incuriosirli visto che sulla mia pagina Facebook nei giorni di Sanremo faccio il record di commenti”. Sanremo è come un derby e i pronostici sono impossibili. “Claudio Baglioni è come un allenatore che trasmette calma, mentre il mio conduttore preferito è stato Paolo Bonolis. Chi vince quest’anno? Mia moglie sabato sa che non deve invitare nessuno a cena: Ermal Meta e Fabrizio Moro potrebbero farcela se non incappano nella squalifica, ma una come Ornella Vanoni potrebbe sparigliare le carte”.
 
 
 
 
 
 
Mercoled├Č 7 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 18:47

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