Influenza, migliaia i viterbesi a letto: a Belcolle attivati 20 posti letto in più

La nuova hall dell'ospedale di Belcolle a Viterbo
di Federica Lupino
Febbre alta, tosse, dolori articolari ma anche problemi gastrointestinali. E nei casi peggiori polmoniti, anche resistenti agli antibiotici. L’influenza non risparmia i viterbesi: il trend è in linea con quello nazionale. Significa che, rispetto allo scorso anno, i cittadini costretti al letto sono aumentati, così come il picco influenzale – che nel 2016 era stato raggiunto l’ultima settimana di dicembre – questa volta ancora non è arrivato visto che i casi sono in continua crescita. Di buono c’è che, a differenza di quello che accade in altri ospedali – compresi quelli romani – a Belcolle la macchina funziona e, nonostante l’allerta, non c’è alcuna emergenza.

“Abbiamo aumentato i posti letto– spiega il diretto del pronto soccorso Bruno Mongiardo – andando a prenderne in prestito 20 dalla week surgery che comunque prosegue la sua attività”. In aumento rispetto alla media anche gli accessi: nelle ultime 24 ore sono stati 148 i pazienti arrivati all’unità operativa. Ieri intorno a mezzogiorno erano già 52. Ma non si sono registrati disagi: infermieri e medici sono riusciti a far fronte all’aumento mantenendo nella norma i tempi di attesa. “Chi è di turno – ribadisce Mongiardo – fatica di più rispetto agli altri periodi dell’anno ma siamo soddisfatti di come stiamo affrontando la situazione”.

Sul fronte della vaccinazioni, la campagna antinfluenzale è ancora operativa (c’è tempo fino al 15 gennaio), pertanto dati definitivi ancora non sono disponibili. “Possiamo però dire – afferma Silvia Aquilani, responsabile della Asl per il settore – che nel 2016 abbiamo distribuito nella Tuscia 58mila dosi, mentre quest’anno siamo saliti a 60mila. Il target dei vaccini, definito da ministero e Regione, è quello degli ultra65enni, nonché le categorie a rischio sotto quella fascia d’età e chi svolge attività di alto impatto nei servizi pubblici”. L’incidenza dei 3 virus isolati in questa stagione ha colpito circa 11-12 persone ogni mille, mentre nel 2016 si era fermi a 9. “Vacciniamo gli over65 in ottemperanza ai protocolli ma l’influenza – rivela Aquilani - dilaga soprattutto in età pediatrica tra 0 e 4 anni: in questa fascia l’incidenza settimanale è vicina al 30 per mille e ci si interroga se non sia il caso di vaccinare anche i bambini”.

Intanto, nelle farmacie del capoluogo è caccia ai medicinali per abbassare la febbre o alleviare la tosse. “Abbiamo registrato – dicono da Fortini - un aumento di richieste per gli sciroppi, le sostanze antinfiammatorie, prodotti da banco per influenza. Ma anche i farmacia per diarrea e vomito sono particolarmente richiesti”. Conferme arrivano anche da Montaboldi: “Più che il numero degli influenza abbiamo notato – spiegano – un aumento dei casi di disturbi gastrointestinali sotto le feste”. Che sia  colpa del virus o delle abbuffate questa è un’altra storia.
Marted├Č 9 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 17:18

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