Rifiuti, emergenza finita nel Viterbese: dopo il rogo a breve riaprirà Casale Bussi

L'interno di Casale Bussi dopo la ricostruzione
di Federica Lupino
ìPassando sulla Teverina, il colpo d’occhio c’è: Casale Bussi è risorto. Dopo l’incendio doloso che a inizio giugno ha distrutto l’impianto di trattamento meccanico e biologico dei rifiuti (danni quantificati in circa 6.500.000 euro, ma i conti verranno fatti alla fine dei lavori), la struttura è stata ripristinata con una vera e propria corsa contro il tempo. “Stiamo nelle previsioni, speravamo di essere operativi per la metà di ottobre ma dovremo aspettare ancora un po’”, fa sapere l’amministratore delegato di Ecologia Viterbo, Pierpaolo Lombardi. Ma l’attesa è comunque agli sgoccioli: “Apriremo a fine ottobre, al massimo i primi di novembre. E si tratta di un enorme risultato vista l’entità dell’incendio”.

Appunto, le fiamme. Quella notte il rogo ha divorato i macchinari che sono stati tutti sostituiti. Pesantemente danneggiati anche gli uffici con tutto il materiale contenuto. Si sono salvate solo alcune parti portanti della struttura, da cui si è ripartiti per la ricostruzione. I lavori si sono anche concentrati sull’implementazione della sicurezza antincendio. “Abbiamo installato sistemi di rilevazione incendi più efficaci, nonché strumenti di sicurezza attivi e passivi che ci consentono di essere più tranquilli sia nella prevenzione di futuri incidenti sia nell’eventualità che capitino, allo scopo di contenere i danni alle cose”, rivela l’ad. Sul dolo di giugno, non si sbilancia: “ Ancora non abbiamo capito cosa sia successo, non abbiamo avuto riscontri dagli inquirenti”, risponde.

Sul fronte della gestione dei rifiuti, intanto, l’emergenza è rientrata in toto. Per un paio di mesi, i camion carichi di indifferenziato hanno fatto la spola tra la Toscana e l’Umbria, dove venivano lavorati i rifiuti e nel primo caso anche interrati. Una scelta dettata dall’emergenza che ha portato i costi a lievitare dai 125-130 euro a tonnellata ai 170-190. Ecologia Viterbo inizialmente ha avvertito i Comuni che avrebbe chiesto loro la differenza, scatenando le ire dei sindaci. Poi, tutto è rientrato, anche perché da settembre l’immondizia viene tutta lavorata a Monterazzano da due trito-vagliatori autorizzati dalla Regione. “Siamo riusciti a soddisfare il fabbisogno in autonomia e a ridurre i costi coi Comuni. A consuntivo, quando l’impianto di Casale Bussi riprenderà a pieno regime, vedremo che cifre vengono fuori. Ma sono fiducioso”, assicura Lombardi. Sul fronte occupazionale, infine, nessun problema: tutti gli operatori rientreranno al lavoro, anzi Ecologia Viterbo conta di aumentarli, assumendo qualche unità in più nei prossimi mesi.
Luned├Č 9 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 17:00

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