Turbativa del bando per il sito del Comune: chiesta la condanna per dirigente, impiegata e imprenditore

Il Comune di Viterbo
di Andrea Arena
Un anno di reclusione e cinquecento euro di ammenda. E' la pena richiesta ieri dal pubblico ministero nei confronti del dirigente del Comune di Viterbo Alfredo Fioramanti, dell'impiegata comunale Tiziana Fracassini e dell'imprenditore Luciano Lattanzi. Imputati davanti al giudice monocratico Rita Cialoni con l'accusa di turbata libertà degli incanti, in concorso.

I fatti risalgono a cavallo tra il dicembre del 2009 e il febbraio del 2010, quando fu firmata l'assegnazione via bando per il nuovo sito istituzionale del Comune. Per l'accusa, quel bando sarebbe stato formulato proprio per favorire l'azienda di Lattanzi, con appositi requisiti che avrebbero escluso un'altra ditta partecipante, benché la sua offerta fosse più bassa. I difensori dei tre imputati invece hanno chiesto l'assoluzione, sostenendo che le evidenze processuali avrebbero provato la loro estraneità ai fatti a partire da una frase detta dallo stesso Fioramanti e captata in un'intercettazione per un'altra indagine: “La disse per tagliare corto con l'interlocutore. Non c'era neanche bisogno di fare quel bando, visto che parliamo di 13mila euro. Si poteva andare per affidamento diretto. L'intenzione era di migliorare il servizio”, ha detto l'avvocato Giovanni labate. La prossima settimana la sentenza del giudice.
Venerd├Č 7 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 08-07-2017 07:52

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