Viterbo, notte bollente con un trans: in un filmato la chiave del presunto ricatto

di Andrea Arena
Una notte di sesso a pagamento, con un transessuale, e poi la brutta sorpresa: la richiesta di un pagamento extra di 600 euro, con la minaccia da parte del trans di divulgare il filmato del loro rapporto. Quel trentenne di Ronciglione, però, lo scorso maggio trovò il coraggio di andare dai carabinieri per denunciare il presunto ricatto. E i militati dell'Arma arrestarono il transessuale. Ieri è iniziato il processo davanti al giudice monocratico Sivia Mattei. Il trans, un 30enne brasiliano, è imputato di estorsione.

Nelle prossime udienze si dovrà ricostruire e fare chiarezza su quella nottata di trasgressione in un appartamento in zona Valle Faul. Secondo la versione della vittima, infatti, si è trattato di un ricatto vero e proprio. Ma il trans, dopo l'arresto, si difese e rilanciò: «Quei soldi me li doveva, era il prezzo pattuito per una notte intera di sesso – disse – Lui non aveva il denaro con sé e mi promise di saldare il conto dopo, invece mi ha fatto arrestare. Il filmato? Ho ripreso il mio cliente mentre assumeva cocaina prima del rapporto».

Una delle chiavi del processo è infatti nello smartphone del transessuale, sequestrato all'epoca dei fatti: l'avvocato difensore Andrea Fabbio ha chiesto espressamente di acquisire il filmato, mediante perizia. Il dvd potrebbe anche essere proiettato in aula in una delle prossime udienze, a partire dalla prima utile, il prossimo 10 ottobre.
Venerd├Č 10 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 17:21

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