Roma, l'ex sindaco Marino condannato a 2 anni per peculato

di Michela Allegri
Ribaltata in appello la sentenza di assoluzione dell'ex sindaco Ignazio Marino per lo scandalo "scontrino gate", costatogli il posto in Campidoglio e il rinvio a giudizio per falso e peculato. L'ha stabilito la III sezione della Corte d'appello penale, che ha condannato a 2 anni l'ex primo cittadino. Nel mirino della procura di Roma, 54 cene private che l'ex primo cittadino aveva saldato tra il 2013 e il 2015 con la carta di credito del Campidoglio, spacciandole nei giustificativi di spesa per incontri istituzionali.
 
 

In realtà, per gli inquirenti, il chirurgo dem si sarebbe seduto al tavolo con amici e parenti, comprese la moglie e la madre, spendendo circa 12mila e 700 euro. I reati contestati a Marino sono falso e peculato, per la vicenda degli scontrini, e truffa, in relazione ai compensi per alcuni collaboratori fittizi della Onlus Imagine, da lui fondata.

Dopo l'assoluzione in primo grado, il pg aveva chiesto in appello la condanna dell'ex sindaco per lo "scontrino gate" e la conferma dell'assoluzione per la contestazione di truffa. “Mai nella mia vita e nelle mie funzioni ho utilizzato denaro pubblico per motivi personali”, aveva detto Marino nel corso della scorsa udienza. Circostanza ribadita anche oggi di fronte ai giudici.

«La Corte di Appello di Roma oggi condanna l'intera attività di rappresentanza del Sindaco della Città Eterna», ha detto Marino, «In pratica i giudici sostengono che in 28 mesi di attività, il Sindaco non abbia mai organizzato cene di rappresentanza ma solo incontri privati. Un dato che contrasta con la più ovvia realtà e la logica più elementare. Non posso non pensare che si tratti di una sentenza dal sapore politico proprio nel momento in cui si avvicinano due importanti scadenze elettorali per il Paese e per la Regione Lazio».

 
Giovedì 11 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 13-01-2018 16:32

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5 di 65 commenti presenti
2018-01-12 15:54:33
come mai non c'è neanche una """riga"""" per de benedetti che grazie a renzi guadagna 600mila euro in un giorno???? perché questo trattamento per la tessera n. 1 del PD????perché questo silenzio assordante?????
2018-01-12 14:42:24
il fatto è lineare . usare soldi pubblici per pagare pranzi e cene a godimento di parenti ed amici costituisce illecito penale. Cercare di allontanare l' ombra dell'illecito commesso, denota una scarsa valutazione dell' intelligenza di chi indaga e poca stima per chi lo ha sostenuto fino in fondo. Poteva in sintesi comportarsi un po' da signore e non essere comunque accusato di essere un piccolo profittatore.
2018-01-12 13:35:36
peccato una pena meno di 2 anni non è detentiva, e l'anno carcerario di 9 mesi, io gli avrei dato molto di più altro che Spelaccio il danno di immagine di Roma
2018-01-12 13:26:28
Vorrei ricordare che intanto si è dimesso, mai visto un politico dimettersi se no si arriva al terzo grado, un sindaco non può esere dimesso da nessuno, può succede solo se tutti gli eletti chi governa e chi sta all'opposizione rinunciano alla poltrona cosa che in Italia non avverrà mai, poi pagherà di tasca sua, mai visto un politico che paghi il maltolto.
2018-01-12 15:13:17
Non si è dimesso affatto. Si è arrivati allo scioglimento del consiglio comunale dopo che i suoi compagni di partito andarono dal notaro a rassegnare le dimissioni da consiglieri.
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