Ponte Genova, decreto beffa: niente commissario, slittano i lavori

Ponte Genova, decreto beffa: niente commissario, slittano i lavori
di Claudia Guasco
dal nostro inviato
GENOVA
Un decreto a metà. Un accordo che è solo la copertina di un testo che è ancora tutto da scrivere: il commissario straordinario non c'è ma arriverà, la criticità della ricostruzione viene affrontata con generici «aiuti e sconti fiscali per individui e imprese colpiti dal crollo«. Ma è un decreto salvo intese, significa che tutto ciò che è stato deciso ora potrebbe cambiare domani. Un mese fa il ponte Morandi collassava trascinando nel vuoto 43 persone, ciò che resta è il dolore e lo scontento di una città ferita che si appresta a ricordare le sue vittime. Perché il consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto Genova, ma qui ha il sapore di una beffa: «E' passato tutto sopra le nostre teste», si indignano il governatore Giovanni Toti il sindaco Marco Bucci.

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Quella di ieri è stata una giornata di tensioni in attesa delle notizie in arrivo da Roma, segnata dallo scontro tra il governo e Toti al quale in serata tocca incassare lo sgarbo. Non sarà lui il commissario per Genova: «Il nome sarà deciso successivamente con un decreto del presidente del Consiglio. Il commissario straordinario avrà ampi poteri di procedere e di disporre, per consentire a Genova di avere un ponte più bello, più nuovo e un rilancio della sua immagine», annuncia Giuseppe Conte. Che annuncia: «Torno a Genova ma non a mani vuote. Torno con questo decreto per consentire il ripristino delle condizioni di vita delle popolazioni locali». Ma per vedere il testo potrebbe essere necessario del tempo visto che il decreto è stato approvato, appunto, «salvo intese». Per Toti è stata una giornata sulla graticola: «Piuttosto che un decreto del genere, meglio rinviare». Dice che la Liguria «è stata umiliata», gli sembra impossibile che il premier «intenda portare in Consiglio dei ministri un testo mai neppure letto dalle istituzioni locali».

Le tensioni con il M5s sono ormai oltre il livello di guardia: «Vogliono commissariare la regione», sbotta il governatore. Cuore della questione è la nomina del commissario: i Cinquestelle non vogliono Toti e nemmeno Bucci, che puntano a velocizzare la ricostruzione del viadotto coinvolgendo anche Autostrade, soluzione osteggiata dal vicepremier Luigi Di Maio e dal ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli. Che la strada fosse in salita era evidente dopo la lunga telefonata notturna tra Conte e Toti, nella quale il presidente della Regione ha evidenziato vari punti del decreto da «migliorare».

SENSORI SUL PONTE
La priorità di Genova, adesso, sono i 260 sfollati. Che oggi potrebbero manifestare il proprio scontento davanti al premier. Tutti hanno una casa, ma nessuno ha più le proprie cose, tranne qualche sacco pieno di vestiti portato via in fretta e furia prima ch i vigili del fuoco decretassero l'inagibilità della zona rossa. Oggi verranno sistemati i sensori sui pezzi pericolanti, entro sabato i lavori saranno completati: gli abitanti di via Porro e via Fillack, se arriverà il via libera dei tecnici, potranno tornare negli appartamenti abbandonati a recuperare il necessario. Intanto Autostrade per l'Italia assicura di essere pronta a ricostruire e ribadisce la propria disponibilità a dispetto delle intenzioni del governo di tenerla fuori dai giochi.

«Pensiamo di poter dare molto a Genova, in particolare un ponte ricostruito secondo il progetto di Renzo Piano insieme a Fincantieri nei più brevi tempi possibili», afferma l'ad Giovanni Castellucci, insistendo sulle capacità della sua società («I ponti li sanno fare tutti ma noi pensiamo di avere una capacità esecutiva veloce»), ribadendo l'apertura a Fincantieri e restando più neutro su Italferr («Una grande azienda, fa più o meno il nostro mestiere nell'ingegneria»). La cura del ponte, assicura Castellucci, «non è mai mancata» e l'impegno della società è massimo affinché emerga la verità: «La responsabilità ce la sentiamo tutta, ma per parlare di colpa bisogna prima capire cosa è successo».
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Venerdì 14 Settembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 12:01

© RIPRODUZIONE RISERVATA

COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 17 commenti presenti
2018-09-14 15:24:40
Se tutto va bene fra un decennio staremo ancora a carissimo amico ..........
2018-09-14 13:54:20
E' palese l'incapacita' di questo governo e il decreto legge su Genova lo dimostra: il suo contenuto e' zero.
2018-09-14 11:57:38
Ma il colpevole di tutto non Ă© Autostrade ??? ( E le numerose lettere di richiesta approvazione lavori straordinari rimaste senza risposta.... Trattandosi di opera pubblica non erano ovviamente autorizzati ad agire per proprio conto..) La Faccenda Ă© piu'Complessa di quanto ci vogliono fare credere...
2018-09-14 11:53:47
La notizia dice "TUTTI HANNO UNA CASA"...assolutamente falso!!! , le solite notizie all'italiana,che vergogna!!..tante belle parole ma pochi i fatti, poche le risposte, poche le certezze ...c'è ancora da aspettare molto per una casa anche con un bimbo di due anni in famiglia.....detto da me uno dei tanti ANCORA sfollati.
2018-09-14 11:48:52
Solo chi non sa cosa fare può dire che il ponte sarà ricostruito in sei mesi: non hanno la minima idea di quanto tempo ci vuole solo per fare le prospezioni geologiche perchè col il disegno e ripeto solo un disegno di Renzo Pianoa gratis non ci fai nulla. Con tutti i pilastri riportati sul disegno ci vorranno solo sei mesi a sbrigarsi per decidere dove far poggiare le basi dopo di che si mette mano al progetto esecutivo ossia a quello valido per la costruzione, perchè se le singole campate non sono perfettamente uguali in punghezza ognuna dovrà essere riprogettata da dare a chi lo realizzerà sia che sia fatto in acciaio sia che sia fatto in calcestruzzo. Una volta chiaro da dove parte e dove arriva si potrà abbassare la bandieretta del via e siccome non saranno poche le tonnellate di acciaio se sarà fatto in acciaio necessarie minimo mimimo passeranno altri quatto o cinque mesi par avere il materiale da lavorare, non è che lo trovi in ferramenta. E quì stanno ancora parlando di decreto legge che per essere valido dovrà essere trasformato in legge prima di partire altrimenti prima si costruisce e poi solo dopo fai la legge copiando gli errori fatti in fase di esecuzione dell'opera. Non mi sembra che come inizio sia incoraggiante.
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