Il Vaticano va alla Biennale dell'Architettura di Venezia con progetti eco sostenibili

di Franca Giansoldati
Città del Vaticano – Il Vaticano per la prima volta avrà un proprio padiglione alla Biennale Architettura 2018. A coordinare l’operazione è il cardinale Gianfranco Ravasi che ha seguito l’idea espressa nella enciclica Laudato Si di Papa Francesco. Lo storico dell’architettura, Francesco Dal Co ha selezionato per conto della Biennale 10 architetti – un solo italiano, Francesco Cellini - che hanno progettato o dovranno progettare dieci cappelle per il padiglione diffuso di Papa Francesco. Tra gli architetti c’è anche colui che ha firmato la cappella ad impatto ambientale zero nella baraccopoli più grande del Paraguay, visitata da Papa Bergoglio tre anni fa, il Banado Norde. L’architetto Javier Corvalan si associa così al cileno Smilian Radic, alla brasiliana Carla Juacaba, l’australiano, Sean Godsell, gli spagnoli Eva Prats e Ricardo Flores, al portoghese Eduardo Souto de Moura, all’inglese Norman Foster, all’americano Andrew Berman e al giapponese Teronobu Fujimori. Le cappelle che ognuno di loro firmerà e realizzerà dovranno rispondere ai criteri della eco sostenibilità, in pratica dovranno essere ricollocabili e riutilizzabili altrove, proprio per essere utilizzate anche dopo la Biennale. Un’ipotesi è anche quella che possano essere ricollocate nei luoghi colpiti dagli ultimi eventi sismici. Il modello di riferimento indicato agli architetti coinvolti è la Skogskapellet di Gunnar Asplund (Enskede, Stoccolma, 1919-1920), una cappella nel bosco realizzata in legno e progettata per fondersi con l’ambiente naturale che la circonda.
Lunedì 19 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 19:07

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