Rieti, Finanza in Comune e Provincia
sequestrati atti sul Terminillo, oltre
40 amministratori messi in mora

di Mario Bergamini
RIETI  - Il passo è doppio e le richieste circostanziate. A formularle è la Corte dei Conti nella persona del viceprocuratore generale, Domenico Peccerillo, che ieri ha contemporaneamente spedito la Finanza in Comune e in Provincia per l’acquisizione dei documenti inerenti la concessione, la manutenzione e la gestione degli impianti di risalita del Terminillo, oltre agli atti che fanno parte del pacchetto «Stazione montana» e che riguardano la progettistica, la realizzazione e i tempi di esecuzione degli impianti previsti nel nuovo piano di rilancio della montagna, per i quali la Regione fin dal dicembre del 2008 deliberò uno stanziamento di 20 milioni di euro.

Soldi che i quattro comuni che insistono sulla montagna - Rieti, Leonessa, Micigliano e Cantalice - si sono divisi puntandoli però su un progetto unico di rilancio del comprensorio, quel «Terminillo Stazione Montana» che da dieci anni continua ballare in Regione (ufficio valutazione impatto ambientale), con i progetti più volte rimodulati sotto la regia della Provincia e che ora, come non mai in passato, sembrano finalmente essere giunti in dirittura d’arrivo.
Ma alla Corte dei Conti dieci anni, con la parola fine ancora tutta da scrivere e il rischio di perdere il finanziamento, sembrano giustamente troppi e, sull’intera vicenda, compreso l’affidamento degli impianti di risalita senza gara e senza oneri che nel dicembre 2009 la vecchia giunta Emili «donò» alla Società Funivie, ipotizza un serio danno erariale.

IL SECONDO STEEP DELL'INCHIESTA
Il passo di ieri, per la cronaca, è il secondo che la Corte dei Conti muove su Rieti. La prima impronta la lasciò nel marzo di due anni fa, quando in riferimento al rinnovo dell’esercizio dell’impianto di risalita «Prati delle Carbonaie» per 15 anni e a quello della seggiovia biposto «Carbonaie» per 10 anni mise in mora decine di amministratori: tutti quelli facenti parte della giunta Emili, tutti quelli della successiva amministrazione Petrangeli e un ampio stuolo di consiglieri della prima giunta Cicchetti. Risale infatti al 1995 la prima proroga delle concessioni alla società di Ferriani e Formichetti degli impianti «Prati delle Carbonaie» e «Carbonaie».

OLTRE QUARANTA AMMINISTRATORI MESSI IN MORA
Così sono almeno una quarantina gli ex amministratori comunali che hanno ricevuto il provvedimento di messa in mora. Tra questi anche l’ex sindaco Simone Petrangeli, che da consigliere di minoranza si batté duramente contro quel provvedimento, ma che una volta eletto primo cittadino si è guardato bene dal revocare. Ieri, la costituzione in mora è stata inoltre notificata anche al sindaco Antonio Cicchetti e presidente della Provincia, Giuseppe Rinaldi. La Finanza, probabilmente, nei prossimi giorni busserà - per questi secondo filone d’inchiesta, legato a Tsm - anche alla porta dei Comuni di Cantalice, Micigliano e Leonessa.
 
Venerdì 12 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 15:12

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