E l’ex Nar disse all’avvocato: «Lo Stato si è rivelato più forte»

di Michela Allegri e Sara Menafra
Prudenti, fino all’ultimo. Collegati in videoconferenza con un’aula in cui la sentenza che riconosce l’accusa di mafia arriva improvvisa come un temporale al mare, Massimo Carminati e Salvatore Buzzi sono gli unici a sembrare preparati. Quel monitor, nel corso degli anni, è stato l’unico canale di comunicazione verso l’esterno, quello da cui sono passati gli sfoghi, il braccio teso, le lacrime sfuggite, l’esultanza di Buzzi a pugno chiuso quando un anno fa la corte l’aveva assolto...
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Mercoledì 12 Settembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 13:50

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COMMENTA LA NOTIZIA
3 di 3 commenti presenti
2018-09-12 13:10:53
il paradosso allucinante è che la sentenza ha aggravato il reato, e ha diminuito la pena. vorrei tanto che qualcuno mi spiegasse la logicità di questo...
2018-09-12 12:20:22
Giustizia INESISTENTE!!!!!!!!!!
2018-09-12 10:32:15
Le riduzione delle pene da scontare sono soltanto una presa decisione indegna, contro gli italiani e la "vera" giustizia, ormai quasi inesistente in questo paese. Che restassero in carcere almeno venti anni. Non sono certo benefattori del loro paese, dunque non meritano alcuna considerazione ne favoritismi.
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