Roma, manager tedesco ucciso: pena ridotta a 20 anni in appello

Hanno patteggiato in appello uno sconto di pena i due uomini sotto processo per l'accusa di aver ucciso, a Roma, nel novembre 2015, un manager tedesco dopo un incontro a scopo sessuale. La prima Corte d'Assise d'appello di Roma ha condannato Madalin Laurentiu Dragan e Sebastian Marcel Zamfir a venti anni di reclusione ciascuno per omicidio volontario e rapina; un anno e quattro mesi di reclusione per favoreggiamento e ricettazione sono stati invece concordati per Ionel Dragan, padre di Madalin. In primo grado, nei confronti dei tre romeni il gup capitolino Donatella Pavone aveva pronunciato una sentenza di condanna a trent'anni (Madalin Dragan e Zamfir) e a due anni (Ionel Dragan).

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I fatti risalgono a 6 novembre 2015. Oliver Degenhardt, manager tedesco di 49 anni, fu trovato morto, con un profondo taglio alla gola, nel suo appartamento romano di via dei Volsci, nel quartiere San Lorenzo. Successivamente scattarono le manette ai polsi dei tre romeni poi imputati, arrestati in Romania e Norvegia dai carabinieri, in collaborazione con le polizie romene e norvegesi. Il corpo di Degenhardt fu trovato dopo che un vicino aveva visto uscire dalla sua casa del fumo. Non appena dentro quell'appartamento, i vigili del fuoco trovarono il corpo barbaramente ucciso (presentava un taglio alla gola e numerose ferite alla testa); dalla casa mancavano alcuni oggetti di valore.

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Dalle indagini, secondo quanto al tempo si apprese, emerse che il tedesco aveva contrattato tramite un social network un incontro a scopo sessuale, e invitato a casa quelli che poi diventarono i suoi assassini. Qualcosa quella notte andò storto, forse per una lite; tant'è che Degenhardt fu ucciso barbaramente, la camera da letto fu data alle fiamme forse per coprire la fuga e dalla casa scomparvero due tablet, quattro telefoni cellulari, un computer e una macchina fotografica (uno dei telefoni fu poi ritrovato in una baracca dove abitava Ionel Dragan, artista di strada e padre di Madalin). I due Dragan e Zamfir furono portati a processo; scelsero il rito abbreviato e furono condannati dal gup. Oggi, il patteggiamento in appello ha permesso loro di beneficiare di uno sconto di pena.
Martedì 13 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 14-03-2018 23:05

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5 di 8 commenti presenti
2018-03-13 15:55:00
In Romania questi benefici di certo non gli venivano accordati.... Rinchiusi in cella e gettare a mare le chiavi....
2018-03-13 15:33:46
E' per fatti di questo genere che Salvini riesce a vincere. Basterebbe aver dato loro un sano ergastolo senza alcuno sconto, e si sarebbe risolto il problema di Salvini (per chi lo considera un problema) e della sicurezza della pena (anche per gli altri). Grazie.
2018-03-13 20:38:36
Concordo al 100% con solobuonsenso. E' da dire che la Lega non voto' l'indulto. Invece lo fece tutta la sinistra e Forza Italia sotto il governo Prodi
2018-03-13 14:09:23
E c'è ancora chi si chiede come mai tutta la feccia dell'Est Europa venga a delinquere qui? 20 anni per un omicidio volontario, per non parlare della crudeltà dello stesso e dei futili motivi. Praticamente la stessa condanna che ti viene inflitta se spari ad un delinquente che, dopo averti derubato casa, sta scappando... Facciamo pena.
2018-03-13 21:06:34
Vent'anni è la condanna, poi a tempo debito verranno attivati i balletti degli avvocati, pagati da noi (leggi gratuito patrocinio) per accedere ai benefici di legge. Mbeh, che vuoi? Questa è demokrazia.
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