Detenuto in cella con il cellulare: scoppia il caso a Rebibbia

Domenica sera, verso le 21, nel reparto G11 del carcere di Rebibbia, approfittando del fatto che grande parte dei detenuti erano intenti a seguire la partita Inter-Napoli, gli agenti penitenziari hanno fatto irruzione in una cella scoprendo un detenuto, di nazionalità albanese, mentre intratteneva una chiamata telefonica con un cellulare. Scoperto, il detenuto ha fatto resistenza e ha tentato di liberarsi del cellulare. A segnalarlo è il sindacato di polizia penitenziaria Sappe, attraverso il segretario per il Lazio, Maurizio Somma.
Per il Sappe si tratta dell'«ennesimo episodio critico accaduto nel carcere di Rebibbia», «sintomatico della esplosiva situazione delle carceri romane». Proprio per denunciare la gravità della situazione il Sappe, insieme ad altre organizzazioni sindacali, manifesterà venerdì mattina 16 marzo davanti al carcere di Regina Coeli. «La situazione nelle carceri del Lazio, dove sono detenute 6.326 persone rispetto ai circa 5.000 posti letto - denuncia il segretario generale del Sappe, Donato Capece - è sempre tesa ed allarmante. I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti nel 2017 sono inquietanti: 783 atti di autolesionismo, 62 tentati suicidi, 738 colluttazioni e 95 ferimenti. I suicidi sono stati 8 mentre i detenuti deceduti per cause naturali sono stati 9. Quattro, infine, le evasioni».
Martedì 13 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 17:22

© RIPRODUZIONE RISERVATA

COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
2018-03-13 23:47:56
Cercate la 'talpa' tra chi lavora in quel carcere, I soldi, come dice un vecchio proverbio del nostro Sud , 'fanno cantĂ  puro li CECATI' . o forse fanno dventĂ  'cecati'.
QUICKMAP