Che fine farà la fontana più brutta di Roma

di Pietro Piovani
Sono stato a Roma lo scorso weekend: tutte le fontane
hanno l'acqua, sono belle e gioiose. E Parigi?
@jluc5morel


È stata definita la fontana più brutta di Roma, ma forse il giudizio è eccessivo, se non altro perché per valutare una fontana bisognerebbe vederla almeno una volta con l'acqua che scorre. Invece qui, a largo Rolli, zona Porta Portese, l'acqua c'è stata solo per l'inaugurazione avvenuta nell'anno 2000. A progettare l'opera furono un gruppo di architetti “su idee e disegni di Massimo Fagioli”, il famoso psicanalista antifreudiano (firma su cui si è spesso fatta dell'ironia: che fontana da incubo, un'espressione del disagio mentale, eccetera).
 
 

L'opera, intitolata “Scultura gialla”, consiste in quattro vasche di plexiglass sospese a una decina di metri d'altezza, dove in teoria l'acqua dovrebbe zampillare. Ma a rubinetto chiuso l'acqua non scorre e nelle quattro coppe si accumula la pioggia, che poi imputridisce e diventa luogo di coltura per zanzare, e allora per porre rimedio al ristagno dell'acqua si sono forate le vasche, così ora le quattro tazze bucate sono asciutte sì, ma piene di terra, bottiglie di plastica, palloni da calcio e altra robaccia volata chissà come fino a lassù.

Da anni il destino della fontana è materia di dibattito, chi chiede di modificarla, chi di abbatterla, ma la Scultura gialla rimane sempre là, malinconica pattumiera sopraelevata. Viceversa è scomparsa l'altra fontana nata su disegni del noto psicanalista, un enorme pupazzo in bronzo che si ergeva a piazza Nicola Cavalieri: i residenti si lamentavano perché l'acqua cadendo dall'alto schizzava i passanti, è stata rimossa a furor di popolo e nessuno sa che fine abbia fatto. Un abitante della piazza commenta: «Si saranno rivenduti il bronzo».

pietro.piovani@ilmessaggero.it
Giovedì 1 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 00:17

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