Scuole, Suv in doppia fila e la vittoria della paura

di Mauro Evangelisti
Fuori dalle scuole orde di auto di genitori in doppia/ tripla fila Multateli così risaniamo il Debito Pubblico
BimbaPigra


Pomeriggio di fronte a una scuola elementare di Roma Nord: sembra un rave di genitori impazienti, un museo di arte contemporanea di auto ammassate su marciapiedi, prati e vicoli, dalla Smart al Suv, ma prima o poi arriverà anche l’Hummer. Quando i bambini escono scatta l’assalto alla ricerca del figlio o del nipotino e poi lentamente viene tolto l’assedio. Smart e Suv se ne vanno, torna la normalità. Domanda: ma un tempo era così? Chi era bambino negli anni Settanta e Ottanta ricorda che, magari in quinta elementare, tornava a casa a piedi e perfino con il bus. Da solo. Alle medie era la norma se non abitavi lontano. Cosa è successo? Perché oggi a Roma (ma non solo) il ragazzino è sempre accompagnato (alle elementari tra l’altro proprio non lo lasciano andare via senza un adulto)? Si dirà: oggi le città sono molto più pericolose. Vero fino a un certo punto: un tempo c’erano la paura della diffusione della droga di strada, la presenza inquietante di tossicodipendenti disperati che commettevano reati, c’erano scippi, borseggi, a Roma c’era il terrorismo, c’erano bande criminali immortalate poi nelle fiction. «Vede - spiegava l’altro giorno un tassista - oggi rispetto al passato abbiamo molta più paura. Di tutto. A volte a ragione, a volte a torto, ma siamo tutti molto più spaventati e isterici. E viviamo peggio, molto peggio, non per ciò che succede, ma per quello che potrebbe succedere».
Sabato 3 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 00:05

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1 di 1 commenti presenti
2018-03-03 06:58:06
Francamente credo siano peggiorati i genitori e il tipo di società, che vive di paure assurde e ingiustificate. O meglio, una paura giustificata esiste: le troppoe auto davanti a quesgli spazi che dovrebbero essere riservati ai bambini, e i troppi genitori. Sono cresciuta senza genitori che mi accompagnassero o mi venissero a prendere alle elementari e alle medie, se non quando c'era da parlare con gli insegnanti di qualcosa-. Si andava alla scuola elementare in gruppo con gli amichetti, rigorosamente a piedi. Era un'occasione in più per ridere e giocare prima di entrare a scuola. Alle medie andavo con l'autobus, perchè era troppo distante: otto o dieci chilometri. Gli orchi esistevano anche allora, ma la scuola della sopravvivenza di strada mi aveva già insegnato come difendermi.
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