Anteprima "Safari" per Taste of Roma: l'arte si fa "musa" dei piatti di grandi chef

di Valeria Arnaldi
Lo Shabu shabu di Hidagyu con orzotto al parmigiano firmato da Kotaro Noda e ieri presentato dal suo sous-chef Giacomo Zezza. Il Macaron Romano di Riccardo Di Giacinto. La Pasta, Patate e Granchio di Francesco Apreda. E, in conclusione, Gamberi suzette. É stato un Safari in vespa tra le grandi visioni di gusto di alcuni tra i più noti e apprezzati chef stellati della Capitale, il modo scelto da Taste of Roma per presentare la sua nuova edizione, che dal 20 al 23 settembre, richiamerà appassionati del mangiare bene, cultori di questo o quello chef, a volte anche veri e propri fan, nonché curiosi all’Auditorium Parco della Musica dal 20 al 23 settembre per godersi una serie di speciali “assaggi”.

Ogni chef presenterà quattro piatti, uno dei quali ispirato al tema della manifestazione. Dopo la musica, scelta per la scorsa edizione, quest’anno, a farsi “musa” di piatti e ricette sarà l’arte, tra monumenti italiani, opere e movimenti artistici. Un modo diverso per raccontarsi - alcuni chef  hanno una passione per la pittura, come Heinz Beck - e pure una maniera differente per far sperimentare il gusto.

A ispirare il piatto di Kotaro Noda è stato l’incontro tra le tradizioni italiana e nipponiche, cuore della sua ricerca. Di Giacinto, invece, ha lavorato sulla “sorpresa” della romanità: «L’aspetto è quello di un macaron, ma il cuore ha il gusto e pure l’arroganza della cucina romana». Apreda ha puntato sulla tradizione di pasta e patate, ripensandola però alla luce delle sue esperienze in Giappone: «È un piatto di tradizione, rinnovato con le spezie, anche pratico da consumare». Viglietti ha pensato «alle crepe suzette, all’esoterismo, alla musica».
Assaggi indimenticabili che sollecitano la curiosità verso la nuova edizione di Taste. In scena oltre venti fuoriclasse della cucina italiana e 72 portate realizzate live dalle cucine dell’evento.

In programma, incontri diretti, conversazioni e degustazione con gli chef stellati o alla ribalta dei ristoranti: Achilli Enoteca Al Parlamento, chef Massimo Viglietti; Acquolina, chef Angelo Troiani; All'Oro, chef Riccardo Di Giacinto con i suoi macaron romani e il ''riassunto di carbonara''; Barrique, chef Oliver Glowig; Bistrot 64, chef Kotaro Noda che porterà anche gli spaghetti di patate vincitori a Dubai del premio 'Tast of the World'; Finger's, chef Roberto Okabe; Glass Hostaria, chef Cristina Bowerman; Il Convivio Troiani, chef Daniele Lippi; Imàgo all'Hassler, chef Francesco Apreda; La Pergola - Hotel Rome Cavalieri, chef Heinz Beck; La Terrazza Hotel Eden, chef Fabio Ciervo; Magnolia, con lo chef Franco Madama; Metamorfosi con lo chef Roy Caceres; Mirabelle Hotel Splendide Royal con lo chef Stefano Marzetti; Per Me con lo chef Giulio Terrinoni; ristorante Il Tino con lo chef Daniele Usai; Tordomatto con lo chef Adriano Baldassarre.
Per la prima volta a Taste of Roma, inoltre, un ristorante nato dalla proposta di un menù fusion italiano a quattro mani: chef selezionati e maestri pizzaioli faranno squadra ogni giorno per creare piatti speciali. Giovedì 20 e venerdì 21a firmare le proposte saranno il pizzaiolo Salvatore Grasso e lo chef Paolo Trippini, sabato 22 il pizzaiolo Massimo Giovannini e lo chef Andrea Provenzani, domenica 23 il pizzaiolo Pier Daniele Seu e lo chef Adriano Baldassarre.
 

 
Mercoledì 12 Settembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 22:44

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