Onde gravitazionali, l'Osservatorio europeo nella miniera di Lula in Sardegna: il Miur lancia la candidatura

Srt, Sardinia Radio Telescope
di Enzo Vitale
Come per l'Agenzia europea del Farmaco anche in questa occasione si dovranno fare i conti con i Paesi Bassi, ma non solo. Per adesso, infatti, i Paesi che hanno avanzato la proposta sono l'Olanda e l'Italia. Ma presto, dall'Europa, ci  saranno anche altre nazioni interessate al progetto.

SARDEGNA IN PRIMA LINEA
Dopo Srt, il Sardinia Radio Telescope, la Sardegna si candida ad ospitare il centro europeo per l’osservatorio delle onde gravitazionali. Una vera e propria isola della scienza, anzi dell'Astronomia. In attesa delle risposte c'è già un altro progetto andato a buon fine che si realizzerà nel Sulcis, ma andiamo con ordine.
Gli sponsor per l'osservatorio delle onde gravitazionali già si sono e rispondono ai nomi del  Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; della Regione; dell’Infn, (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) e dell’Università di Sassari. Pronto anche il sito che dovrà ospitare la struttura scientifica, ovvero la miniera di Sos Enattos a Lula.

L'INCONTRO
In questi giorni è stato firmato il protocollo che intende favorire il posizionamento dell'Einstein Telescope nell’Isola dei nuraghi. Una struttura fondamentale per quella che viene definita astronomia multimessaggero, uno strumento che andrebbe ad affiancare Virgo, l'interferometro di Cascina vicino Pisa.
Il progetto era stato presentato lo scorso 7 febbraio a Roma alla ministra Valeria Fedeli dal presidente della Regione Francesco Pigliaru e dall’assessore della Programmazione  Raffaele Paci, ricevuti al Miur insieme al presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Fernando Ferroni e al rettore dell’Università di Sassari Massimo Carpinelli. 
(La foto del summit a Roma)

SI RICONVERTONO LE MINIERE
Onde gravitazionali, ma anche materia oscura: le miniere dismesse della Sardegna sembrano essere fatte apposta per ospitare importantissimi rivelatori nel campo astronomico. Partiamo da Lula dove la miniera di Sos Enattos è stata considerata il luogo idale per ospitare il plesso scientifico per una serie di fattori. I due principali sono il bassissimo rumore sismico e antropico, quello derivato dalle attività umane.
«Il nuovo osservatorio -hanno tenuto a precisare i ricercatori dell'Infn- deve infatti essere installato in gallerie sotterranee a qualche centinaio di metri di profondità, e gli studi hanno dimostrato che questo sito possiede caratteristiche geologiche e di urbanizzazione adeguate. Chiaramente, c’è una forte competizione internazionale a ospitare l’osservatorio: per questo Ministero, INFN, Regione e Università di Sassari si impegnano a sostenere la candidatura del sito sardo, supportando tutte le attività di analisi richieste e lavorando per la creazione del necessario consenso da parte dei partner europei e internazionali».

L' ESPERIMENTO DARKSIDE-50, PROTAGONISTA PURE IL SULCIS
Anche lo studio della Materia oscura avrà una propaggine sarda. Nell'ambito dell'esperimento DarkSide-50, infatti, sarà coinvolta anche la miniera di Seruci nel sud dell'isola. Attraverso la sua tecnologia all'Argon (un gas nobile che costituisce circa lo 0,94% del volume dell'atmosfera terrestre, ndr), DarkSide-50 ha proprio il compito di rilevare le cosiddette WIMP (Weakly Interacting Massive Particles),  particolari particelle di grande massa che costituiscono, almeno questa è la teoria, parte della materia oscura. L'Argon che sarà utilizzato per l'esperimento sarà estratto da sorgenti sotterranee in Colorado e purificato, in un secondo momento, proprio in Sardegna, attraverso l'impianto che verrà realizato all'interno della miniera di Seruci nel Sulcis.
 Insomma non solo pecore e nuraghi, stavolta l'isola vola alto. Più di così non si può.


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enzo.vitale@ilmessaggero.it







 
Giovedì 22 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 23-02-2018 09:35

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