L'Aquila: nonno orco, confermata la pena a sei anni

di Marcello Ianni
L'AQUILA - Le violenze sessuali l'avrebbero perseguitata per due anni consecutivi, già quando aveva l'età di sette anni. La squallida vicenda giudiziaria nata e proseguita all'interno delle mura familiari è stata nuovamente trattata ieri a porte chiuse dalla Corte d'Appello dell'Aquila che ha confermato la condanna a sei anni di reclusione per il nonno orco della minore, rappresentata dagli avvocati Ferdinando Paone e Francesco Valentini. Gli episodi, secondo le indagini portate avanti dal sostituto procuratore David Mancini, sono accaduti in un periodo compreso tra il 2011 e il 2013 in una frazione dell'Aquila, all'interno dell'abitazione del nonno orco, alla presenza anche della moglie dell'imputato, la quale però ha sempre sostenuto di non essersi accorta di nulla e di non credere ai gravi racconti della nipotina.

Secondo l'accusa la piccola veniva spesso lasciata con i nonni quando la mamma era fuori città per portare l'altra sorella a fare visite mediche e, più di una volta, il condannato le avrebbe fatto appoggiare le mani sui suoi genitali. E' stato l'improvviso comportamento riluttante della minore a recarsi presso l'abitazione dei nonni, nella periferia est della città, più i suoi silenzi e le inappetenze ad aver sollecitato i genitori ad approfondire la vicenda, restando letteralmente sconvolti dai racconti della minore. Racconti agghiaccianti, su episodi che si sarebbero verificati quando la minore veniva invitata a mettersi accanto al nonno per riposarsi che hanno spinto la coppia a denunciare immediatamente i fatti ai carabinieri. Una testimonianza che è stata resa attendibile dai consulenti che si sono alternati nel corso della fase delle indagini preliminari. L'imputato, anche ieri assente nell'aula della Corte d'Appello è stato difeso dall'avvocato Vincenzo Calderoni, che ha annunciato di ricorrere in Cassazione.

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Martedì 11 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 14:39
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