Brexit, la premier May a Firenze: «Garanzia per i diritti dei cittadini Ue residenti nel Regno Unito»

Gran Bretagna e Ue possono essere «creativi» nello stabilire una nuova relazione dopo la Brexit. Gli occhi del mondo sono puntati su di noi.  E' dovere di Londra e Bruxelles trovare un accordo, e io sono otimista in questo».
 
 

Un applauso ha accolto l'ingresso del primo ministro inglese Theresa May nell'aula magna dell'ex caserma dei Carabinieri a Firenze dove sta tenendo il suo discorso sulla Brexit. La May, che si è presentata in sala pochi minuti prima delle 15.30 in giacca antracite, collana d'argento e pantaloni verdi, parla con alle spalle uno sfondo bianco su cui è ritratta la geografia mondiale sovrastata dalla scritta «Shared history, Shared Challenges, Shared future». In prima fila si sono seduti, entrando pochi attimi prima dell'arrivo di May, i tre ministri che la accompagnano, Boris Johnson (Esteri), Philip Hammond (cancelliere dello Scacchiere) David Davis (segretario di stato per la Brexit). Ci sono anche il sottosegretario all'Ue Sandro Gozi, il sindaco di Firenze Dario Nardella, il prefetto Alessio Giuffrida ed altre autorità locali. In platea, oltre ai tanti giornalisti provenienti da svariati paesi del mondo, tra i 150 ospiti invitati ad assistere all'evento vi sono anche, tra gli altri, il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, quello della Fondazione Palazzo Strozzi Arturo Galansino, il rettore dell'ateneo fiorentino Luigi Dei.

La Gran Bretagna, ha detto la premier May «ha deciso di lasciare l'Ue», ma intende restare partner dei Paesi europei, dall'economia, alla lotta contro il terrorismo, al tema dell'emergenza immigrazione. Vogliamo essere i migliori partner dell'Ue»

«L'Italia è in prima linea nell'emergenza migranti e la Gran Bretagna sta collaborando attivamente», ha poi detto la premier riguardo al tema della gestione dei migranti precisando che «in nessun modo» il Regno Unito intende abbandonare la sua alleanza con i Paesi del continente e il suo impegno comune per «la democrazia, i diritti umani, la difesa» e contro minacce internazionali fra le quali ha citato anche il programma nucleare della Corea del Nord. «Noi non voltiamo le spalle all'Europa, né smettiamo di essere membri orgogliosi» del continente europeo, ha rimarcato, pur rivendicando come una scelta democratica e di «sovranità» quella fatta con il referendum dell'anno scorso in favore della Brexit.

Theresa May rivendica poi «progressi importanti» nei negoziati con l'Ue sulla Brexit, pur parlando di colloqui «duri» su alcuni punti. E in particolare assicura che c'è intesa con Bruxelles sul rispetto degli accordi di pace di Belfast a proposito dell'Irlanda e che non vi saranno confini fra Irlanda del sud e del nord nemmeno dopo la Brexit.


Le due parti «sono molto vicine» ad un accordo sui diritti dei cittadini Ue, ha poi precisato la premier rispondendo a una domanda su cosa cambierà per i 600 mila italiani in Gran Bretagna dopo la Brexit. «Vogliamo che i cittadini Ue possano restare, con gli stessi diritti che hanno ora», ha affermato il primo ministro britannico, aggiungendo che vi sono molti italiani nella sua circoscrizione elettorale. «Voglio reiterare a tutti gli italiani e ai cittadini Ue che vivono nel regno Unito - ha chiarito la May - che vogliamo che restiate, siete preziosi per noi e vi ringraziamo per il vostro contributo».

Theresa May ha promesso poi che i tribunali britannici terranno conto delle sentenze della Corte Europea di Giustizia per quanto riguarda le decisioni che riguardano cittadini europei. «Vogliamo che i cittadini europei rimangano», ha detto nel suo discorso a Firenze. Gran Bretagna e Unione Europea, ha aggiunto avranno bisogno di un meccanismo per risolvere le dispute, che non potrà essere affidato alle Corti britanniche o la Corte Europea di giustizia. Servirà invece un meccanismo alternativo.

La Gran Bretagna punta a un accordo commerciale post Brexit con l'Ue più stretto di quello raggiunto di recente dal Canada, ha poi precisato la premier inglese, auspicando un traguardo «più ambizioso», sottolineando la portata dell'interscambio già esistente fra il Regno e i partner europei, un fattore da cui a suo giudizio sarebbe sbagliato prescindere.

E sulla cooperazione in materia di sicurezza fra Gran Bretagna e Ue la May spiega che
«è destinata a continuare anche dopo la Brexit poiché è basata su comuni valori di democrazia, di libertà, di rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto». E ha evocato «un coraggioso e strategico accordo» di cooperazione, un accordo «senza precedenti» negli impegni reciproci, «per proteggere i nostri popoli, difendere i nostri valori e garantire la sicurezza di tutto il continente».

La premier britannica ha proposto che il periodo di transizione per applicare quanto concordato con la Ue sia di due anni. «Occorrerà del tempo per introdurre i nuovi sistemi e regimi concordati, basti pensare alla questione del controllo dei confini, che richiederà una registrazione dei cittadini residenti nel Regno Unito che continueranno a vivere e lavorare nel paese», ha detto, aggiungendo che la scelta sulla transizione «dovrà dare la certezza a tutti che non durerà a lungo». La premier britannica ha anche detto, a proposito della 'fattura' di Brexit,
«onoreremo gli impegni contratti durante la nostra presenza nell'Unione europea» e che nessun Paese Ue dovrà soffrire per dei 'buchi' nel bilancio Ue. Theresa May non ha però evocato alcuna cifra. Nei giorni scorsi si è parlato di 20 miliardi di euro per 'coprire' i due anni di transizione.

In occasione della visita del premier inglese sono state attivate misure straordinarie di sicurezza, in particolare nella zona dell'ex scuola marescialli dei carabinieri, dove la premier britannica parlerà a una platea selezionata di invitati. La zona è presidiata da agenti in divisa e in borghese, oltre che da tiratori scelti sui tetti. Già dai giorni scorsi sono stati effettuati vari sopralluoghi e bonifiche, anche con l'impiego di cani molecolari. Il servizio di scorta a May è stato affidato a personale dei carabinieri.

 


In piazza Santa Maria Novella a Firenze, poco prima dell'inizio del discorso della premier britannica, si sono radunate un centinaio di persone 'pro remain'. Hanno in mano bandiere dell'Ue e cartelli contro la Brexit.

 
 


Tra i partecipanti, molti inglesi da tempo residenti in Toscana. Nessuno slogan è stato pronunciato, molti avvicinati dai cronisti hanno però protestato contro le scelte el Regno Unito.

 
Venerdì 22 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 24-09-2017 14:19

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 14 commenti presenti
2017-09-22 17:15:58
Scusate io ogni giorno rimango basito, di stucco, interdetto e non capisco. Ma la May non aveva perso le elezioni? Io c'ho creduto e ci credo ancora che i media non le scrivono mai le FAKE NIUS solo che vedo sempre a lei che parla dai vari pulpiti, mentre il vincitore che mi avevate indicato, Corbyn , nun se vede manco al discount. Ma che hanno fatto un golpe come in Itaglia?
2017-09-22 16:47:01
La Storia dell'umanità ci ha insegnato per le miriadi di accadimenti che hanno coinvolto questo popolo con altri popoli che essi sono un condimento di degustazione delle popolazioni stesse come il sale per cui, non se ne può fare almeno, sarebbe da dire benedetti quei popoli che li hanno accolti perchè sono sempre stati forieri oltre che di civiltà culturale anche morale e psicologica- nicola guastamacchia
2017-09-22 17:11:06
E' più lunga la firma del post.
2017-09-22 17:12:47
Se lo dici a parole tue po esse che me emozioni.
2017-09-22 16:40:33
Toh..c'è qualcuno in Europa ad apprezzare le risorse che vengono dall'estero! E stiamo parlando di decine di migliaia di connazionali che tolgono il lavoro agli inglesi..bla..bla..bla.. Chissà che ora qualcuno non insorga pure contro questa Boldrini in versione UK?!
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