Autismo e riabilitazione, mille pazienti in attesa. Appello alla Asl

di Marco Cusumano
Oltre mille pazienti in lista d'attesa, la maggior parte bambini con disturbi dello sviluppo, ritardi mentali o autismo. Minorenni che dovranno attendere mesi prima di poter iniziare una terapia adeguata ai loro problemi specifici.
Le ormai note carenze del servizio di neuropsichiatria infantile della Asl di Latina, dove è rimasto in servizio un solo operatore, non vengono purtroppo compensate pienamente dai servizi offerti dai centri convenzionati. Nonostante siano efficienti e dotati di personale specializzato, i posti accreditati dalla Regione sono insufficienti rispetto alla richiesta di prestazioni che arriva dai cittadini. E così, anche nei centri convenzionati, le liste d'attesa diventano un problema enorme.

«In questo momento - spiega Enzo Pagano, direttore del centro di riabilitazione Erre-D - abbiamo 1.035 pazienti in lista d'attesa, di cui 784 minorenni e 251 adulti. Questi dati sono purtroppo costanti nel corso dell'anno: la richiesta di prestazioni è ampiamente superiore ai posti che ci vengono accreditati dalla Asl».
Per questo motivo vengono continuamente sollecitate richieste di incremento per poter soddisfare la domanda di assistenza. L'ultima è stata inviata alla Asl dal centro Erre-D pochi giorni fa. La struttura in via dei Piceni, nella quale lavorano 40 persone, riesce a garantire circa 300 prestazioni al giorno, di cui 60 in convenzione con la Asl.

L'obiettivo è arrivare quasi al doppio. «Esatto - spiega Pagano - abbiamo fatto una stima considerando le esigenze del territorio e le nostre possibilità. Da questa analisi abbiamo potuto stabilire che possiamo raggiungere 512 prestazioni al giorno, abbattendo così le liste d'attesa».

Ovviamente l'ostacolo dell'accreditamento è di natura economica e riguarda anche gli altri centri convenzionati. Il problema esiste e in qualche modo dovrà essere affrontato, anche perché parliamo di assistenza fondamentale a bambini che non possono aspettare.

«Abbiamo attivato - spiega il dott. Vincenzo Vuolo, logopedista - un percorso riabilitativo per bambini affetti da autismo incentrato su percorsi cognitivi comportamentali con approccio ABA, Applied Behaviour Intervention. Un approccio unico sul territorio realizzato in equipe sotto la guida di un supervisore certificato».

Terapie fondamentali che rischiano però di restare inaccessibili per molti piccoli pazienti, costretti ad attese inaccettabili. A ciò si aggiunge il fenomeno della mobilità passiva, ovvero le migrazioni dei pazienti e delle famiglie che, per trovare risposte adeguate, decidono di spostarsi dalla propria città.

Marco Cusumano
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Domenica 11 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 14:23

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