Zimbabwe, l'esercito si schiera contro Mugabe: nella capitale i tank circondano la tv di stato

Il centro di Harare, la capitale dello Zimbabwe, sarebbe a un passo dall'essere 'invaso' da alcuni carroarmati e da soldati a bordo di veicoli blindati. Infatti lungo i viali di quella che era chiamata Salisbury fino a qualche anno fa, non più solo i tradizionali fiori di jacaranda ma anche i militari di una delle caserme più importanti del paese, Inkomo. Secondo i media locali i mezzi e i soldati avrebbero già circondato la sede della Tv di Stato Zbc. Un messaggio diretto al capo di stato più longevo del pianeta, Robert Mugabe. Il 93enne, accusato di essere un dittatore e di essere implicato in alcune delle pagine più sanguinose del continente africano, sta operando un vero e proprio repulisti tra i vertici del partito al potere, lo Zanu-Pf.

La notizia arriva all'indomani dell'avvertimento lanciato dal capo dell'Esercito Constantino Chiwenga, che lunedì sera si è detto pronto ad intervenire per porre fine alle purghe che hanno portato anche alla rimozione del vicepresidente, Emmerson Mnangagwa, potenziale successore di Mugabe. Da diversi mesi alcuni dei collaboratori più stretti di Mugabe sono stati tagliati fuori dalla vita politica del paese per far spazio a sua moglie, Grace, più giovane di 43 anni.
Martedì 14 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 15-11-2017 08:32

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2017-11-14 20:45:49
Ho frequentato saltuariamente la Rhodesia fin dal 90. Per qualche tempo ci ho anche vissuto. Era un paese bellissimo, ben organizzato, sicuro, economicamente fiorente. La fiera mondiale del tabacco si svolgeva nella capitale Salisbury, i fiori coltivati intensivamente in serra venivano inviati via aerea ad Amsterdam. Il dollaro locale era una moneta forte, l' inflazione bassa. Poi sono arrivati i comunisti razzisti neri. E l'Europa li ha vergognosamente appoggiati. Le imprese sono state nazionalizzate. La terra rubata ai legittimi proprietari con violenza ed uccisioni. I bianchi sono fuggiti con quello che potevano. Ora è una dittatura razzista e sanguinaria. Le coltivazioni sono diventate sterili savane. Le bellissime ville padronali rifugi per sbandati. Le imprese, un tempi fiorenti, tristi cimiteri di macchinari arrugginiti. La moneta non vale la carta sulla quale è stampata. Chi li ha usa i dollari americani. Neri ed i pochi bianchi che non sono riusciti a fuggire fanno la fame. Mancano le medicine in ospedali che un tempo erano a livello europeo. Giovanissime ragazze si prostituiscono nei paesi confinanti per meno di dieci dollari americani. Ci serva di lezione. Abbiamo sbagliato clamorosamente ad appoggiare le indipendenza delle colonie. Le guerre continue, le fughe di disperati verso l'Europa, le discriminazioni razziste verso i bianchi africani che quei paesi hanno creato e sviluppato, le loro morti, gli espropri delle loro proprietà, la fuga di capitali e know how all'estero, sono anche colpa nostra. Si spera che il boia, che noi abbiamo costruito, sparisca il prima possibile dalla faccia della terra. E bruci per l'eternità in quell' inferno del quale predicava. Un tempo.
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