Lorenzin: «Vaccini? Non esiste il diritto di dire no, si mette a rischio la salute degli altri»

di Renato Pezzini
Ministro Lorenzin, i vaccini fanno bene o fanno male?
«I vaccini ci hanno consentito di debellare malattie gravi e pericolose come morbillo, vaiolo, poliomelite, e molte altre. Come tutti i farmaci hanno delle controindicazioni, non a tutti possono essere somministrati. Ma non certo per le ragioni che qualcuno racconta».

Eppure c’è chi sostiene una correlazione fra i vaccini e l’autismo.
«Sono trent’anni che circola questa specie di leggenda metropolitana, elaborata da un medico inglese poi sconfessato da ogni ricerca della comunità scientifica internazionale».

Le leggende metropolitane all’epoca di internet hanno trovato nuovo vigore.
«Il problema è proprio questo. Nessuno nega il diritto di tribuna a chi pensa che i vaccini abbiano una relazione con l’autismo. Ma non si possono mettere sullo stesso piano i risultati a cui è giunta in decenni di studi la comunità scientifica con il parere del primo blogger che passa. I cittadini hanno diritto a un informazione corretta su un tema sensibile come questo».

Però ci sono anche medici che avvalorano questa che lei ha definito leggenda metropolitana.
«Certo, esistono, ci sono medici che sconsigliano ai genitori di far vaccinare i loro figli. Ma sono pochissimi, e per lo più male informati. La comunità scientifica e medica, unanimemente, sostiene che i vaccini sono uno strumento per ora insostituibile per prevenire malattie gravi e mortali».

Quindi dal suo punto di vista l’intervento della federazione degli ordini dei medici che minacciano sanzioni pesanti, compresa la radiazione, per i propri associati è positiva.
«Molto positiva. E importantissima. Anche perché in Italia, specie dopo il cosiddetto decreto Lorenzin, l’autodisciplina è affidata agli ordini dei medici. I medici fanno un giuramento professionale che prevede di rispettare i codici e i risultati delle ricerche. E il loro rispetto è prima di tutto un problema deontologico, a cui nessuno può sottrarrsi».

Statisticamente è in aumento il numero di coloro che non si vaccinano o non fanno vaccinare i propri figli?
«Sì, soprattutto negli ultimi tre anni, e soprattutto in quei Paesi benestanti dove da tempo molte malattie sono state sconfitte grazie ai vaccini. L’Italia è fra questi, e il numero di chi non è vaccinato sale, con punte che variano dal 5 al 10 per cento. In alcune zone, come Rimini, siamo anche al 20 per cento».

Però, è l’obiezione, se uno non vuole immunizzarsi da certi virus perché teme conseguenze peggiori lo fa sotto la sua responsabilità. Perché impedirglielo?
«Perché è una scelta che mette a rischio se stessi e anche gli altri».

Ce lo spieghi bene.
«Ci sono dei soggetti che non possono essere vaccinati: o perché troppo piccoli, o perché immunodeficienti, o perché soffrono di patologie incompatibili con certi vaccini. Ebbene, il rischio di contrarre morbillo o pertosse o meningite per questi soggetti che non si possono vaccinare rimane basso a patto che intorno abbiano persone che sono immuni dal pericolo di contrarre queste malattie. Ma se chi potrebbe vaccinarsi non lo fa perché è convinto che faccia male, il numero delle persone a rischio cresce. Non per niente stanno tornando malattie che eravamo sicuri di aver debellato. Come meningite o pertosse, per esempio, che sono mortali e che hanno avuto una recrudescenza».

La questione riguarda soprattutto le scuole.
«Certamente: non possiamo permetterci di avere troppi bambini non vaccinati in una classe. Perché il pericolo di contrarre malattie e che si diffondano delle epidemie virali diventa altissimo».

Che costo sociale potrebbero avere queste potenziali epidemie?
«Un costo altissimo. In Gran Bretagna tre anni fa c’è stata una epidemia di morbillo - dovuta proprio al fatto che molti avevano rinunciato al vaccino - che ha causato la morte di centinaia di persone. Per correre ai ripari è stato varato un piano di emergenza e di prevenzione costato centinaia di milioni di euro».
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Giovedì 21 Luglio 2016 - Ultimo aggiornamento: 22:54

© RIPRODUZIONE RISERVATA
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 16 commenti presenti
2016-08-27 10:20:20
Leggo in ritardo la notizia ma vorrei dire una cosa: non discuto che alcuni vaccini vadano fatti, ma ce ne sono altri che in passato hanno dimostrato la loro letalità e qualcuno ne sta scontando le conseguenze per tutta la vita. Ricordo inoltre alla signora ministra, che in Italia ancora siamo in democrazia, e certe affermazioni andrebbero fatte con un tono...mi si consenta...più diplomatico.
2016-07-21 19:29:05
A naso dovrebbero essere radiati anche i medici obiettori antiabortisti. Andassero a fa i veterinari!!!
2016-07-21 19:05:04
Anche i cani possono mettere a rischio la vita degli altri, pero' la museruola non e' obbligatoria. Il principio del rischio non puo' essere valido solo per gli uomini e non per i cani
2016-07-21 18:47:32
Voglio aggiungere a quello che ho già scritto che non voglio dire che i vaccini sono e sono stati inutili ;ma bisogna essere cauti !!La ministra non deve dire " Non esiste il diritto di dire no "ma che sta dicendo !!Sta veramente fuori come un terrazzino...e per ultimo : detto da lei ... da una incompetente !!! Magari , detto da un luminare della medicina....
2016-07-21 18:15:21
anche quest'altra principiante salita alla ribalta politica dalla sera alla mattina senza nessuno voto o elettorato. Che bella democrazia e costituzione ad hoc, ringraziate il finto cinunista novantenne per averci lasciato questi incomptenti.
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