Edilizia scolastica, il ministro Fedeli: «Serve una svolta, attiveremo un Fondo emergenze»

di Lorena Loiacono
Ministra Fedeli, come è possibile che crolli un tetto in una scuola al centro di Roma?
«I soffitti non dovrebbero mai crollare, né a Roma, né altrove. Per questo stiamo portando avanti con convinzione e celerità il piano per l'edilizia scolastica avviato nel 2014 dal governo Renzi, che è intervenuto dopo molti anni in cui si è fatto veramente poco sull'edilizia scolastica, sia in termini di risorse messe in campo, che di programmazione seria degli interventi. Non basta stanziare fondi: serve una loro gestione efficace, servono strumenti di monitoraggio e controllo e una collaborazione di tutte le parti in campo, dal governo agli enti locali, che sono proprietari degli immobili».

Quanti anni bisogna aspettare per avere le scuole davvero tutte in sicurezza? È possibile fare un cronoprogramma?
«Il cronoprogramma esiste già. Voglio che le famiglie questo lo sappiano con chiarezza. Per la prima volta è stata messa in campo una programmazione unica nazionale degli interventi che prevede aggiornamenti triennali e viene predisposta in collaborazione con le Regioni, sentiti gli enti locali. Si tratta di un cambiamento importante rispetto al passato: con la programmazione unica abbiamo una graduatoria di interventi prioritari che possiamo scorrere quando abbiamo a disposizione nuove risorse, senza dover fare ogni volta nuovi bandi. Si tratta di un'accelerazione fondamentale per rendere più veloci gli interventi. Dal 2014 ad oggi sono stati aperti più di 7mila cantieri e sono state realizzate più di 200 nuove scuole. Un risultato importante».

Sui solai si sta intervenendo con fondi ad hoc ma è evidente che l'emergenza nasce da decenni di mancata manutenzione. Come programmare il futuro?
«Sui solai siamo intervenuti come Ministero con un primo stanziamento di 40 milioni che ci ha consentito di programmare ispezioni in oltre 7mila edifici: oltre 6mila sono state realizzate, le altre sono in via di completamento. È la prima volte che viene messo in campo un piano del genere. Questa estate abbiamo stanziato altri 7 milioni per programmare nuove ispezioni. È chiaro che dove c'è necessità di interventi occorre fare bene e presto per sistemare i solai che necessitano di manutenzione. E qui sono gli enti locali che devono indicare le priorità. Attingendo alle risorse disponibili. Abbiamo un piano complessivo per 9 miliardi sull'edilizia. Sui solai, comunque, abbiamo in programma una nuova misura: stiamo lavorando ad un Fondo per gli interventi in casi in cui ci siano emergenze come quella del liceo Virgilio di Roma. Abbiamo risorse del Miur che renderemo subito disponibili e lavoriamo per rendere strutturale il Fondo».

In base ai dati di Cittadinanzattiva, solo il 7% delle scuole ha avuto l'adeguamento antisismico. Ci sarà un'accelerazione?
«L'accelerazione ci sarà anche sull'antisismica e l'abbiamo già messa in campo. Questa estate ho firmato un decreto da 26,4 milioni per l'adeguamento sismico delle scuole, abbiamo stanziato 100 milioni per le analisi di vulnerabilità sismica nelle scuole delle aree a maggior rischio e assegnato 321 milioni a Province e Città Metropolitane per antisismica, messa in sicurezza e antincendio. In questi giorni stiamo ripartendo oltre un miliardo ai comuni su questo fronte».

Come si fa a programmare una scuola innovativa se poi crollano le scuole?
«Le due cose non si escludono fra loro, anzi. In alcuni casi è meglio progettare scuole nuove che intervenire su edifici vetusti. E dobbiamo pensare all'edilizia scolastica come ad un tema più complessivo che riguarda la messa in sicurezza, ma anche spazi e strutture innovative. La sicurezza e l'accessibilità sono funzionali all'apprendimento delle nuove generazioni».

Le famiglie possono stare tranquille? Esistono verifiche periodiche?
«Le famiglie possono contare sulla nostra volontà di portare avanti con serietà e impegno il Piano per l'edilizia scolastica che prevede anche controlli periodici. Devono anche sapere che finalmente, nel 2015, dopo quasi venti anni di attesa, è stato costituito l'Osservatorio per l'edilizia scolastica in cui siedono tutte le istituzioni coinvolte sul fronte dell'edilizia scolastica. Abbiamo coinvolto anche Cittadinanzattiva e altre realtà che portano la voce dei cittadini. Molto è stato fatto, molto abbiamo da fare, ma servono la responsabilità e il coinvolgimento di tutti».
 
Domenica 8 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 09:52
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