Il Parlamento Ue condanna Orban, populisti sconfitti. Ora la parola ai leader

Orban, Parlamento Ue approva sanzioni contro Ungheria
Sonoro schiaffo del Parlamento europeo a Viktor Orban. Per la prima volta, la plenaria dell'Eurocamera ha approvato la richiesta di attivazione dell'articolo 7 del Trattato dell'Unione, dando così il via libera all'apertura di una procedura contro uno Stato membro, l'Ungheria, per violazioni dello stato di diritto. Con un voto bipartisan che ha sconfitto i populisti e diviso i Popolari, l'aula di Strasburgo ha approvato la relazione messa a punto dall'eurodeputata verde Judith Sargentini con 448 sì, 197 contrari e 48 astenuti, per un totale di 693 votanti. 

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Per l'approvazione era richiesta una soglia alta: i due terzi dei voti espressi ed una maggioranza assoluta dei deputati, almeno 376. La condanna politica è deflagrante, ma sulle implicazioni pratiche la parola passa ai capi di Stato e di governo, che si dovranno esprimere. Il voto ha scatenato le ire di Budapest, che a stretto giro ha replicato bollandolo come una «vendetta meschina dei politici pro-immigrazione». L'Ungheria sta anche valutando le possibilità giuridiche per un ricorso perché, a detta del capo della diplomazia Peter Szijjarto, «la votazione era irregolare non contando nella quota le astensioni».
 

Ad ogni modo, ad uscire con le ossa rotta dall'aula di Strasburgo assieme a Orban sono populisti e sovranisti, di cui il premier magiaro è uno degli alfieri. Presenza ingombrante all'interno dei Popolari, Orban, come si prevedeva, ha letteralmente spaccato il suo gruppo, il più numeroso del Parlamento Ue, il cui leader Manfred Weber ha votato per il varo delle sanzioni, come aveva annunciato ieri. La fotografia è destinata ad avere riflessi anche in chiave italiana. A schierarsi con Budapest sono stati gli azzurri di Forza Italia insieme agli eurodeputati della Lega. Sul fronte opposto i Cinque Stelle, che hanno optato per il sì alle misure punitive. La posizione del M5S - unico all'interno del gruppo Efdd a condannare l'Ungheria - è stata coerente con il voto di giugno in Commissione Libe. L'asse Lega-M5s ha invece retto nella votazione sul copyright: entrambi contrari.

A parlare di vittoria contro le forze sovraniste ed euroscettiche in prima fila i Democratici e Socialisti - al cui interno siede il Pd - insieme ad una fetta consistente dei Popolari, a cui si sono sommati Liberali, Verdi e Gue. A far propendere la maggioranza del Ppe per la condanna, le durissime accuse lanciate ieri in aula da Orban, che aveva avvertito che avrebbe continuato a difendere le frontiere del suo Paese e a fermare l'immigrazione clandestina «anche contro di voi, se necessario». «Se fossi stato un eurodeputato, oggi anche io avrei votato per l'attivazione dell'articolo 7», ha dichiarato il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Poco prima del voto, nel suo intervento sullo Stato dell'Unione Juncker aveva affermato che «l'articolo 7 va applicato laddove lo stato di diritto è in pericolo». La strada che si apre adesso è tortuosa e porterà al Consiglio europeo che si riunirà senza il collega del Paese oggetto della procedura. Una procedura che prevede tre fasi e che, in teoria, potrebbe determinare sanzioni fino alla sospensione del diritto di voto dell'Ungheria all'interno del Consiglio europeo. Ma proprio in seno al Consiglio Orban può contare sul sostegno granitico della Polonia, membro dell'asse anti-migranti di Visegrad e pronta al veto per salvare l'alleato.
Mercoledì 12 Settembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 13-09-2018 18:37

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5 di 81 commenti presenti
2018-09-13 18:12:46
Praticamente finirà in una bolla di sapone dato che l'unanimità non la raggiungeranno mai per i voti contrari di Polonia e Italia. Forza Orban
2018-09-13 12:57:35
quella oriunda italiana di cittadinanza olandese ci piagne pure per la soddisfazione di aver incastrato qualcuno! Diciamo che è un Europa decisamente intimidatoria questa dove i fanatici senza talento fanno le migliori fortune.
2018-09-13 11:31:40
visto che questa è la finta Europa unita che vuole l'invasione, a sto punto è meglio uscire..
2018-09-13 09:41:21
Non si tratta di razzismo. Qui il punto e' l'invasione Di una MAREA Di gente Che vuole farsi mantenere da noi. SE questi africani venissero a spendere soldi in Europa sarebbe diverso mA vengono a vivere a sbafo, si' in cerca di una vita migliore Ma alle nostre spalle. Portano malattie, criminalita', conflitti sociali. SI deve Ben filtrare chi arriva, CHI non viene con certezza da guerre non deve entrare, leva il posto a CHI ha diritto. E sono una minoranza. La maggioranza sono gente Che non ha diritto. Fra poco in Africa ci sara' UN miliardi e mezzo Di giovani attratti dal mito europeo. SI devono organizzare difese ciclopiche altro Che accoglienza suicida!!,
2018-09-13 09:34:38
E' una deriva pericolosa che sta prendendo sempre più piede, ovvero quella di essere sempre meno padroni in casa propria. Organismi sovrannazionali che decidono se un bilancio è corretto, che sindacano sulle misure economiche prese dai governi, che IMPONGONO l'ospitalità forzata e CHE CONDANNANO se ci si esprime in termini (secondo loro) non corretti politicamente, cioè se non si condivide una visione di società e una "etica" che qualcuno ha stabilito per altri. Ad essere sincero fino a poco tempo fa sorridevo quando leggevo di complotti, di governo mondiale, di piani di "sostituzione" delle razze con altre... eh, però sotto gli occhi di tutti è innegabile che qualcosa di neanche troppo sottile sta avvenendo fuori e dentro l'Italia: oggi dire "torna da dove sei venuto" ad un migrante può costare una sanzione, non oso immaginare espressioni di uso comune fino a una decina di anni fa cosa possano comportare (per questo non le scrivo ma le conosciamo tutti)... si viene tacciati in un attimo di omofobia, di xenofobia, di "incitamento all'odio razziale". Verrebbe da sorridere ma una accusa del genere può avere implicazioni penali in grado di pregiudicare una carriera... l'impressione è che non solo non si sia più padroni in casa propria, ma che persino NON SI POSSA PIU' ESSERE PADRONI DEI PROPRI PENSIERI E DEI PROPRI SENTIMENTI. Affermare di essere patriota e di volere una Italia agli italiani comincia ad equivalere ad essere fascista e razzista. Volete sapere quale è la mia più grossa preoccupazione? Bene: questi "disegni" o "progetti" sovrannazionali di multietnicità e multiculturalismo NON hanno alla base uno spirito umanitario... ma come per tutte le cose su questo pianeta alla base ci sono interessi economici mostruosi, di portata talmente ampia e a lungo termine da sfuggire alla nostra percezione.... e tali da giustificare anche REAZIONI VIOLENTE nei confronti di chi si oppone concretamente. Vedete... il fuoco che è stato acceso da Salvini, Orban ed altri leader che cominciano ad emergere in Europa, ha forti probabilità di estendersi in un continente dove i ceti medi sono fortemente scontenti e penalizzati dalle politiche comunitarie... e questo non è ammissibile per chi ha tessuto da venti anni a questa parte una tela complicatissima per arrivare a dei risultati che non siamo in grado di comprendere ma che cominciano a delineare scenari logici. Una tela che ha richiesto sforzi e investimenti di capitali enormi la cui salvaguardia potrebbe giustificare ogni tipo di rappresaglia verso quei paesi che non si allineano. Le purghe potrebbero arrivare in forme tamente brutali e subdole che non saremmo in grado di riconoscerle se non fra decenni... Tutte assurdità? E' quello che spero
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