Maker Faire, Luna: «Potrebbe diventare come il Salone del Mobile di Milano»

di Andrea Andrei
È il secondo giorno di Maker Faire Rome, siamo appena a metà. Eppure un primo bilancio si può già fare. «Il primo test per noi è proprio il sabato mattina. E siamo molto soddisfatti»: a dirlo è Riccardo Luna, Digital Champion italiano e neo-direttore dell'Agenzia Giornalistica Italia, colui che dal 2013 ha importato in Italia la manifestazione che oggi anima la Capitale, curandola insieme a Massimo Banzi.
Secondo lui la prima prova è superata quindi, anche grazie al successo di quella che sembrava la scommessa più difficile e rischiosa: la location, che a differenza degli anni scorsi, è parecchio lontana dal centro di Roma. «Quella della Fiera di Roma è una sfida vinta - conferma Luna - la cosa davvero bella è che c'è fila fuori ma non dentro, segno che questo è lo spazio giusto per un evento del genere. C'è tutto quello che serve per passare un'intera giornata fra gli stand, in tranquillità, e godersi la manifestazione».

In quattro anni Maker Faire Rome è cresciuta in modo esponenziale. E ora dove si vuole arrivare? «Non ci interessa dare vita a un evento ancora più grande, ci interessa farlo meglio. Da organizzatore mi accorgo di un sacco di cose che potrebbero essere migliorate. Se per Milano il Salone del Mobile è diventato uno strumento di crescita economica incredibile, perché porta investitori da tutto il mondo, Maker Faire potrebbe avere la stessa funzione per Roma, diventando un altro momento in cui la stampa internazionale si ritrova per vedere il meglio del made in Italy. Abbiamo capito che questo è un fenomeno grande, e va curato in qualità. E le istituzioni ormai hanno preso consapevolezza dell'importanza di tutto questo».

andrea.andrei@ilmessaggero.it
Twitter: andreaandrei_
Sabato 15 Ottobre 2016 - Ultimo aggiornamento: 16-10-2016 14:13

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